Cattaneo, il manager che ha firmato il ritorno all'utile di Tim

Da Terna alla Rai, da Ntv a Telecom

Sbrigativo, dal carattere ruvido e spigoloso. E' visto così Flavio Cattaneo, nato a Rho (Milano) nel 1963, il ceo di Tim che dopo aver guidato la società per poco più di un anno si accinge ora a lasciarla. Il comitato nomine e poi il Cda, convocati per lunedì, hanno all'ordine del giorno la ''separazione consensuale'' con Cattaneo.

A Tim è arrivato con l'imperativo di migliorare la redditività per i soci, tagliare spese e aumentare i ricavi. Ha tirato dritto sull'obiettivo, un po' come ha fatto anche poche settimane fa quando ha fatto un affondo, a viso aperto ma poco 'istituzionale' durante un'audizione alla commissione Trasporti della Camera, in cui ha accusato Infratel di aver fatto dei bandi "costruiti ad hoc" per Open Fiber, irritando il Governo e provocando l'immediata reazione del ministro dello sviluppo economico, Carlo Calenda. Il manager si è scusato e "la storia è finita lì" assicura il ministro, ribadendo la sua stima per il manager. 

Perchè al di là dei modi bruschi il manager si è fatto apprezzare negli anni come l'uomo dei turn around, che sa 'tagliare' ma anche reinventare. Sostituendo in Telecom Marco Patuano ha accettato la sfida lanciata dall'azionista francese appena arrivato, spingere sull'acceleratore per riportare il gruppo in utile, come di fatto avviene a fine 2016 (1,8 miliardi).

Laureato in Architettura presso il Politecnico di Milano, ha pero' una formazione specialistica in materia di gestione aziendale con esperienza sia nel pubblico che nel privato, oltre 25 anni da manager che ne fanno il piu' giovane tra i Cavalieri del Lavoro. Dal 1999 alla guida dell'ex Ente Autonomo Fiera Internazionale di Milano quale Commissario Straordinario, ne ha poi curato la quotazione in Borsa come Fiera di Milano diventandone Presidente e Amministratore Delegato fino al 2003. In quell'anno lascia Fiera, venendo designato al vertice della RAI, diventando il più giovane direttore generale della storia dell'emittente pubblico.

Verra' probabilmente ricordato a Viale Mazzini per aver rimesso a posto i conti dell'azienda in vista della privatizzazione (prevista dalla legge Gasparri ma poi di fatto accantonata), archiviando un bilancio 2004 da record. Ben visto dall'allora Polo delle Liberta', e' stato protagonista di uno scontro epocale con con la presidente Lucia Annunziata, conclusosi con le dimissioni della giornalista.

All'esperienza in Rai sono seguiti nove anni in Terna, tre mandati consecutivi da fine 2005 al 2014 e nel 2015 l'avventura con Ntv (Nuovo Trasporto Viaggiatori), il gruppo fondato da Diego Della Valle, Luca Cordero Di Montezemolo, Gianni Punzo e Giuseppe Sciarrone per lanciare la sfida con i suoi Italo ai Frecciarossa delle Ferrovie.

 

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