'Fuoco e fiamme', come guardare al futuro come opportunità

Forchielli, l'Italia arranca, i giovani puntino sulle materie 'Stem'

Un futuro roseo per l'umanità, ma nel quale l'innovazione tecnologia e i grandi trend dell'economia rischiano di mettere l'Italia spalle al muro. Con la conseguenza che per i giovani è venuto il momento della sveglia: studiare sodo materie scientifiche, emigrare perché no, e in alternativa rimboccarsi le maniche con un lavoro pratico.

'Fuoco e fiamme', l'ultimo libro del vulcanico Alberto Forchielli, economista, esperto di geopolitica e di Cina in particolare, e partner fondatore del fondo Mandarin dal quale osserva ciò che avviene sullo scenario mondiale con uno sguardo appassionato, ma senza tabù, racconta questo. "L'ottimismo è il profumo della vita", è uno degli incipit con cui si accompagna il libro (Baldini e Castoldi) scritto a quattro mani con Michele Mengoli. Ma siamo di fronte a un ritmo di innovazione talmente "disruptive" - dal biotech all'intelligenza artificiale, dalla robotica all'internet delle cose - che le opportunità che si aprono richiedono competenza, preparazione, consapevolezza della velocità vorticosa con cui sta cambiando il mondo.

Un'economia che gira sulle grandi città, dice Forchielli parlando della sua Boston (dove spesso risiede) o di realtà urbane al passo coi tempi come Copenhagen o Singapore, città del futuro che avranno sensori ovunque, big data, intelligenza artificiale, smart grid, trasporti innovativi.

Un mondo che viene scosso da fenomeni che appaiono inarrestabili e quasi distruttivi: dalla stagnazione secolare, causata da una sovraccapacità produttiva che richiederà almeno un altro decennio per essere smaltita, a una politica sempre più debole nel conflitto fra la dimensione pubblica e quella privata delle big corporations: scenario in cui si va affermando plutocrazia di super ricchi che avrà a sua disposizione un esercito di super poveri.

Ottimismo, certo, perché "l'aspettativa vita dei neonati di oggi è ultracentenaria". Ma con il rischio di una catastrofe pensionistica globale da nel giro di pochi decenni. Tutto, o quasi, è a portata di mano con la sharing economy, "avere più cose possedendone meno". Ma con un aumento dell'automazione nel lavoro che avrà un impatto che Forchielli definisce "disgregante" e che, alla fine, potrebbe finire per rendere necessaria una qualche forma di reddito universale di base.

In questa selva di opportunità e sfide enormi, per l'autore, che nei Campus da Boston alla California si abbevera continuamente di novità sull'ultima frontiera tecnologica, "far studiare la matematica ai nostri figli può essere un'eccellente opzione per il loro futuro". Per prepararsi a un mondo che Forchielli tratteggia come popolato di umanoidi-badanti, nanorobot in grado di intervenire nel corpo, interfacce neurali e menti aumentate all'insegna di una futuribile interazione fra cervello e intelligenza artificiale, la prima cosa da sapere è che in Cina "ogni anno si laureano sette milioni di giovani".

Sono agguerriti. in Italia, invece, "ci danno per morti", la Penisola "annoia, odiano la nostra politica o come minimo non la capiscono. Non vedono cambiamenti". E dunque un ragazzo italiano "deve studiare seriamente materie scientifiche spendibili sul mercato del lavoro (Stem: Science, Technology, Engineering and Mathematics) e probabilmente fare esperienze all'estero, "deve studiare come un cinese, altrimenti al'estero non lo assume nessuno". O in alternativa puntare a un lavoro pratico: cuoco, infermiere, idraulico, pizzaiolo.

Con una regola di base: il futuro riserverà certezze ai lavori cognitivi, o artigianali, non ripetitivi, non di routine. GLi altri saranno soppiantati dalle macchine.

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