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Dl crescita slitta a lunedì. Stallo su nodo ex Ilva

Attesa per ulteriore pacchetto di emendamenti del relatore

L'ex Ilva di Taranto, ora in mano alla multinazionale ArceloMittal, torna tra i temi dell'agenda politica e potrebbe essere stato uno dei punti da approfondire che hanno portato a far slittare alla prossima settimana i lavori sul decreto Crescita. Ci sarebbe infatti, proprio il nodo della responsabilità per gli amministratori dell'ex Ilva dietro lo stallo sul provvedimento legislativo ed è ora atteso un confronto ai vertici del governo per definire la linea di maggioranza e andare avanti. Nel dl c'è infatti una norma che esclude la responsabilità penale per l'attuazione del piano ambientale fino a settembre.

Arcelor Mittal vorrebbe invece, secondo fonti parlamentari, un'esclusione per cinque anni anche sulla sicurezza sul lavoro. Il M5s non vorrebbe cambiare la norma ma un confronto è in atto. Secondo quanto si apprende comunque il problema potrebbe anche essere molto più complessivo, ovvero quello di mantenere condizioni per cui resti fattibile portare avanti sia il piano ambientale sia quello produttivo dell'azienda. La situazione in generale per le acciaierie tarantine sembra ormai tornata a scaldarsi e la maggioranza appare intenzionata a voler valutare più approfonditamente tutti gli aspetti anche alla luce delle circa 1.400 richieste di cassa integrazione avanzate da A.Mittal per 13 settimane a causa dei problemi del settore siderurgico. I lavori delle commissioni Bilancio e Finanze della Camera sul Dl Crescita sono comunque stati rimandati a lunedì mattina, di conseguenza l'arrivo del provvedimento nell'aula di Montecitorio, previsto per lunedì stesso, slitterà a martedì 18 giugno. Non è ancora stato depositato un ulteriore pacchetto di emendamenti del relatore, probabilmente quattro, che dovrebbero arrivare tra stanotte e domani mattina. Fra questi, ce ne sarà uno sulla manutenzione delle casette dei terremotati. Domani mattina scadrà il termine per la presentazione dei subemendamenti.
   

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