Manovra: flat tax al 15% solo fino a 65.000 euro

Pressione fiscale al 41,8%. Stangata su banche-assicurazioni

La flat tax al 15% per gli autonomi riguarderà le imprese e i professionisti con ricavi fino a 65.000 euro. E' quanto si legge nel Draft Budgetary Plan inviato a Bruxelles, in cui non compare la seconda soglia di 100.000 euro (entro la quale si sarebbe dovuta pagare un'aliquota aggiuntiva del 5%) proposta dalla Lega, ma di più difficile applicazione. Il governo non esclude tuttavia che ci possa essere una modifica della norma nel corso dell'iter parlamentare della manovra, con un ampliamento della platea ai ricavi più alti.

Nelle intenzioni del governo la pressione fiscale si attesterà nel 2018 al 41,8% del Pil per confermarsi allo stesso livello anche nel 2019, a manovra fatta. Lo si legge nelle tabelle sugli obiettivi di uscita ed entrata del Draft Budgetary Plan inviato a Bruxelles dall'esecutivo italiano dopo l'approvazione della legge di bilancio e dei due decreti collegati. Nel 2017, secondo i dati Istat, la pressione fiscale si attestata al 42,2%.

La spending review varrà nel 2019 circa 3,6 miliardi di cui 2,5 in arrivo dai tagli ai ministeri. E' quanto si evince dalle tabelle del Draft Budgetary Plan inviato alla Commissione europea. Un'ulteriore stretta da 1,1 miliardi riguarderà i trasferimenti a vari enti, in particolare la "revisione della tempistica in base alle effettive esigenze dello stato di avanzamento dei lavori mantenendo invariato il totale nel tempo".

Banche e assicurazioni contribuiranno alla manovra 2019 con un gettito di oltre 4 miliardi di euro. Lo si evince dalle tabelle del Draft Budgetary Plan. La rideterminazione dell'acconto di imposta sui premi assicurativi porterà circa 1 miliardo, il differimento della deduzione delle svalutazioni e perdite sui crediti bancari garantirà un ulteriore miliardo di euro, mentre la dilazione in 10 anni dei crediti dovuti ai nuovi principi contabili peserà 1,1 miliardi. Infine "interventi fiscali" sulle banche non dettagliati varranno 1,2 miliardi di euro.

Pubblicato nel frattempo sul sito della commissione Europea il Draft Budgetary Plan che il governo italiano ha inviato a Bruxelles. Il documento, che contiene le stime macro e il programma degli interventi del governo italiano, prevede per il 2019 - come indicato nell'ultima tabella del documento - uno scostamento di 1,6 punti tra il deficit programmatico fissato al 2,4% nel 2019 rispetto allo 0,8% del programma di stabilità. Il deficit a politiche invariate toccherebbe invece l'1,2% con un divario dello 0,4 punti.

"Il governo italiano intende riprendere il percorso di riduzione del deficit per il pareggio di bilancio dal 2022 in avanti. Se il Pil Reale e la disoccupazione, in termini di unità di lavoro, ritornano a livelli pre-crisi prima del 2021, l'aggiustamento strutturale del Bilancio può essere accelerato". E' quanto afferma il governo italiano nel Draft Budgetary Plan presentato a Bruxelles.

Il piano di Bilancio dell'Italia include spese eccezionali per 0,05% del Pil per il prossimo anno. In particolare, dopo il crollo del Ponte Morandi di Genova, si prevede una programma di manutenzione straordinaria per strade e collegamenti. La legge di Bilancio dedica 1 miliardo di euro per la sicurezza di viadotti, ponti e tunnel. E' quanto scrive scrive il governo italiano nel Draft Budgetary Plan inviato a Bruxelles. Gli interventi saranno trattati - viene spiegato - con procedure di emergenza per realizzare rapidamente i lavori.

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