• Tria frena Di Maio: "3% criticato ma diverso dal dire lo superiamo"

Tria frena Di Maio: "3% criticato ma diverso dal dire lo superiamo"

Ministro dell'Economia risponde da Pechino a una domanda su quanto affermato dal vicepremier su come finanziare il reddito minimo

Il rispetto del rapporto deficit Pil del 3% è stato criticato anche da chi lo ha inventato, "ma è molto diverso dal dire che lo supereremo". E' il messaggio del ministro dell'Economia Giovanni Tria in una conferenza stampa presso l'ambasciata italiana nel corso della missione in Cina. Il ministro rispondeva ad una domanda su quanto affermato oggi da Di Maio in una intervista sul superamento del 3% per finanziare il reddito minimo.

Al Fatto Quotidiano, Luigi di Maio, vicepremier e ministro del Lavoro, aveva detto: "Io voglio realizzare subito le tre misure principali del contratto di governo: superamento della legge Fornero, reddito di cittadinanza e flat tax". La riforma dei centri per l'impiego, ha spiegato, "si può avviare assieme alla distribuzione del reddito di cittadinanza", "io voglio una forma di reddito più ampia possibile, non procedo in modo timido". Per questo obiettivo, Di Maio si dice pronto a violare il tetto del 3% di deficit: "Non lo escludo, tutto può essere. Ma non possiamo dirlo ora, stiamo lavorando alla legge di Bilancio. Se per raggiungere i nostri obiettivi servirà, accederemo agli investimenti in deficit.

Nel confronto con l'Ue ''non vedo grandi conflitti di mia competenza'' ha anche detto il ministro dell'economia, Giovanni Tria. "Lo spread attuale non risponde ai fondamentali e alla solidità dell'Italia. Ricordo che l'Italia ha un surplus primario da vent'anni. Ritengo che l'andamento sia anche dovuto ad una fase di incertezza tipica del periodo estivo. Ma nelle sue linee generali è già stato definito il rispetto delle regole di finanza pubblica'' ha aggiunto Tria.

Piazza Affari appare fiacca (Ftse Mib -0,35%) dopo una mattinata un po' movimentata all'inseguimento dello spread tra Btp e Bund, salito fino a 281 punti per ridiscendere poi a 274, dopo il successo dell'asta da 1,75 mld di Ctz del Tesoro e dopo le affermazioni del ministro Govianni Tria in Cina. Sotto pressione Atlantia (-3,07%) insieme ad Astm (-2,25%) e Sias (-1,66%) dopo la conferma di una revisione del sistema delle concessioni da parte del ministro dei Trasporti Danilo Toninelli. Penalizzate anche le multitutility A2a (-2,78%), Enel (-0,71%) ed Hera (-0,7%), titolari di concessioni sull'idroelettrico. Deboli, nonostante il calo dello spread le banche, da Ubi (-2,38%) e Unicredit (-2,15%) a Mps (-2,15%), su nuovi minimi a 2,09 euro. La possibile commessa per la ricostruzione del ponte Morandi di Genova spinge invece Fincantieri (+2,34%). Acquisti su Fca (+1,85%) e Pirelli (+1,56%) in linea con il resto del settore auto in Europa dopo un report ieri di Morgan Stanley ed oggi di Credit Suisse. In luce Fnm (+3,29%) in attesa di un accordo con Fs per il futuro di Trenord. Realizzi su Juventus (-6,54%), e Roma (-4,49%) dopo il balzo della vigilia.

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