Europa positiva dopo Wall Street, Milano chiude con segno piu'

In Piazza Affari deboli le banche, Mps resta in asta volatilità

 Prosegue l'incertezza in Piazza Affari, che dopo l'avvio di Wall Street oscilla attorno alla parità (indice Ftse Mib -0,1%), facendo un po' peggio delle altre Borse europee. Poi chiude con gli indici in territorio positivo (l'indice Ftse Mib in aumento dello 0,29% a 23.801 punti, l'Ftse All share +0,27% a quota 26.046).

I mercati azionari del Vecchio continente terminano in leggero rialzo: Londra ha segnato un rialzo finale dello 0,7%, con Francoforte e Parigi che hanno chiuso in aumento dello 0,9%. Seduta comunque pesante per Mps in Piazza Affari: il titolo, che paga anche le ipotesi di cambi di indirizzo e governance in caso di governo M5S-Lega, ha chiuso in calo dell'8,8% a 2,92 euro, anche se dopo la corsa iniziata venerdì sul ritorno all'utile nel primo trimestre, l'istituto toscano conserva ancora un guadagno di circa il 6%. Nonostante tensioni sui bond italiani, debole in genere tutto il settore: Ubi, che come Mps è stata sospesa in asta di volatilità, ha perso il 2,7%, con Unicredit in calo dell'1,8%. Fuori dal comparto, scivolone di Astaldi che ha ceduto il 9,8% dopo il piano di ricapitalizzazione. Bene Recordati (+6% sul possibile interesse di Cvc), con Tenaris che è salita del 3,2%.

Si allarga ancora lo spread tra Btp e Bund avvicinandosi a quota 160 punti base. Il differenziale ha toccato i 158 punti base con il rendimento del titolo decennale italiano in rialzo al 2,18% per poi scendere pero' in chiusura a quota 147.

Petrolio in rialzo con il Brent che riaggancia quota 80 dollari al barile per la prima volta dal 2014. A Londra le quotazioni sono salite fino a 80,18 dollari per poi rallentare a 79,8 dollari. In rialzo anche il greggio Wti che scambia a 72,08 dollari.

Euro debole sul dollaro sulle posizioni della vigilia alle prime battute sui mercati internazionali: la moneta unica europea passa di mano a quota 1,803 come ieri sera dopo la chiusura di Wall street. cede lievemente lo yen a 130,50.

Asia debole - Borse di Asia e Pacifico in gran parte deboli con l'eccezione di Tokyo (Nikkei +0,53%) in scia alla ripresa degli indici azionari statunitensi e alla graduale svalutazione dello yen sulle principali divise. A tenere banco è sempre il tema dei dazi. Il Giappone sta ultimando le ultime procedure per aggiornare il Wto sulle azioni che intende adottare in risposta alle decisioni prese da Washington. Vendite sulle Piazze cinesi con Hong Kong che perde lo 0,39%, Shanghai lo 0,56% e Shenzhen lo 0,67%. Deboli anche Seul (-0,46%) e Sydney (-0,21%). Tra i macro previsti la bilancia commerciale. Dagli Usa dal primo pomeriggio richieste di sussidio e indice Philadelphia Fed.


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