Bolloré iscritto nel registro degli indagati

L'accusa è legata ad una vicenda di concessioni portuali in Togo e Guinea. Magnate, accuse infondati

Vincent Bollorè è stato iscritto nel registro degli indagati con l'accusa di corruzione di funzionari pubblici stranieri in una vicenda legata a concessioni portuali in Togo e Guinea. Dopo 36 ore di fermo al polo anticorruzione di Parigi, il magnate francese è stato presentato davanti ai giudici che hanno preso la decisione.

Lo stesso Bollorè giudica però le accuse infondate e afferma che ora potrà finalmente visionare il fascicolo che si riferisce a fatti a lui sconosciuti e a cui è estraneo.

Bolloré smentisce irregolarità, 'completa trasparenza'. Il gruppo Bolloré ieri aveva gia' smentito "formalmente" di aver commesso "irregolarità" in Africa attraverso la sua filiale africana SDV Afrique: è quanto si legge in un comunicato diffuso dal gruppo a Parigi. Le prestazioni oggetto dell'inchiesta della giustizia francese sono state "realizzate in completa trasparenza" e l'odierna audizione di Vincent Bolloré "permetterà di chiarire in modo utile alla giustizia queste questioni già oggetto di una expertise indipendente che ha concluso la perfetta regolarità delle operazioni". 

La vicenda riguarda le concessioni di ottenimento della gestione dei terminal di navi container. I giudici si chiedono se il gruppo Bolloré non abbia usato Havas, la sua filiale pubblicitaria, per ottenere nel 2010 la gestione dei porti di Conakry, in Guinea e Lomé, in Togo. L'ipotesi è che Havas abbia fornito consulenze e consigli per sostenere l'arrivo al potere di alcuni dirigenti africani in cambio delle concessioni sui porti. Già nel 2016, la sede del gruppo Bolloré Africa Logistics era stata oggetto di una perquisizione nell'ambito dell'inchiesta aperta nel luglio 2012.   

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