Contratti: dal trattamento minimo alla rappresentanza

I punti condivisi da Confindustria e Cgil, Cisl e Uil

Principi della contrattazione collettiva, democrazia e misura della rappresentanza, relazioni industriali con welfare, formazione e competenze, sicurezza e mercato del lavoro, partecipazione: sono i punti del testo condiviso da Confindustria e Cgil, Cisl e Uil, nella notte, sui "Contenuti e indirizzi delle relazioni industriali e della contrattazione collettiva", che verra' firmato il 9 marzo.

Il testo parte dalla conferma dei due livelli di contrattazione, il primo nazionale ed il secondo aziendale o territoriale, indica i criteri di calcolo degli aumenti salariali e, tra le principali novita', introduce il Trattamento economico complessivo (Tec) ed anche il Trattamento economico minimo (Tem), che dovranno essere individuati nel contratto collettivo nazionale di categoria.

Altra novita' è la definizione per la prima volta della misurazione della rappresentanza anche datoriale. Una via contro il dumping contrattuale.

TEC E TEM (CON WELFARE). Il Tec sara' costituito, si legge nel testo, dal Tem (ovvero i minimi tabellari) e "da tutti quei trattamenti economici - nei quali, limitatamente a questi fini, sono da ricomprendere fra gli altri anche le eventuali forme di welfare - che il contratto collettivo nazionale di categoria qualifichera' come 'comuni a tutti i lavoratori del settore'". Le singole categorie potranno anche modificare il Tem. Infatti, "il contratto collettivo nazionale di categoria individuera' i minimi tabellari per il periodo di vigenza contrattuale, intesi quali trattamento economico minimo (Tem). La variazione dei valori del Tem (minimi tabellari) avverra' - secondo le regole condivise, per norma o prassi, nei singoli Ccnl - in funzione degli scostamenti registrati nel tempo dall'indice dei prezzi al consumo armonizzato per i paesi membri della Comunita' europea, depurato dalla dinamica dei prezzi dei beni energetici importati come calcolato dall'Istat". E "il contratto collettivo nazionale di categoria, in ragione dei processi di trasformazione e/o di innovazione organizzativa, potra' modificare il valore del Tem". Il contratto nazionale evidenziera' anche "la durata e la causa di tali trattamenti economici e il livello di contrattazione a cui vengono affidati dovendosi, comunque, disciplinare, per i medesimi trattamenti, gli eventuali effetti economici in sommatoria fra il primo e il secondo livello di contrattazione".

SECONDO LIVELLO E PRODUTTIVITA'. Il contratto nazionale 'spinge' anche il secondo livello e la produttivita'. Infatti, si afferma, "dovra' incentivare lo sviluppo virtuoso - quantitativo e qualitativo - della contrattazione di secondo livello, orientando le intese aziendali, ovvero quelle territoriali (laddove esistenti), verso il riconoscimento di trattamenti economici strettamente legati a reali e concordati obiettivi di crescita della produttivita' aziendale, di qualita', di efficienza, di redditivita', di innovazione, valorizzando i processi di digitalizzazione e favorendo forme e modalita' di partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori".

RAPPRESENTANZA IMPRESE CONTRO DUMPING. Si definisce la misurazione della rappresentanza anche per le imprese. E si contrasta il dumping contrattuale, ovvero la proliferazione di contratti firmati da organizzazioni non rappresentative. "Conoscere l'effettivo livello di rappresentanza di entrambe le parti stipulanti un Ccnl, infatti, e' indispensabile se si vuole davvero contrastare la proliferazione di contratti collettivi, stipulati da soggetti senza nessuna rappresentanza certificata, finalizzati esclusivamente a dare 'copertura formale' a situazioni di vero e proprio 'dumping contrattuale' che alterano la concorrenza fra imprese e danneggiano lavoratrici e lavoratori".

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