'Fantasia' che la Ue risolva il nodo Embraco

Per fondatore Mandarin reindustrializzazione senza riforme è una 'chimera'

Il braccio di ferro fra le autorità italiane ed Embraco, la controllata del gruppo Whirlpool che tira dritto sui 500 licenziamenti nello stabilimento di Riva di Chieri, è solo la spia di una situazione molto più ampia che riflette la scarsa competitività dell'Italia. E chi pensa che a farsene carico sia l'Europa nutre "fantasie".

Non usa mezzi termini Alberto Forchielli, partner fondatore del fondo di private equity Mandarin, un economista che conosce da vicino la Cina, il tema delle delocalizzazioni e l'industria italiana, essendo passato per l'Iri e Finmeccanica. "E' una storia triste ma è così - riflette Forchielli al telefono da Bangkok - se in Italia hai alti costi, alte tasse, devi essere tu a migliorarti anziché pensare di forzare un cambiamento negli altri paesi chiedendogli di diventare meno competitivi".

Forchielli è netto: "le fonti di svantaggio competitivo in Italia sono enormi, costo del lavoro, tasse sul lavoro, IRPEG e indirettamente Irpef elevate". Una situazione che potrebbe sbloccarsi solo di fronte a possibili soluzioni politiche dell'ultimo minuto per guadagnare tempo e che verosimilmente comporterebbero il via libera europeo a qualche forma di sovvenzione italiana per trattenere Embraco.

E che in definitiva dipende da quanti interessi il gruppo Whirlpool ha in italia: "ma il mercato italiano è piccolo, la capacità di fare incentivi limitata e il giorno dopo che li hai dati ti vengono a bussare alla porta altre 500 aziende".

Soprattutto, secondo Forchielli "la Ue non può fare assolutamente niente. Impostare il discorso sul dumping fiscale, ragiona l'economista bolognese, non ha senso: "hai contro Slovacchia, Repubblica ceca, Romania, i Paesi nordici, sicuramente l'Olanda. Ti rispondono che non hai fatto niente per renderti competitivo, e ora vorresti che fossero loro a fare politiche di maggior tassazione e spesa per diventare
meno competitive. Assurdo".

Ma è la stessa idea di re-industrializzazione in Italia - un obiettivo della politica - che trova Forchielli estremamente scettico. "Non esiste nessun indicatore positivo in tal senso. Nei fatti non c'è alcun dato che stia ad indicare una ripresa dell'industria nei Paesi avanzati. E non è vero che l'industria stia tornando indietro: si sta spostando geograficamente all’interno dell’Asia".

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