Borse in calo, bruciati 4.000 miliardi di dollari in 8 giorni

Europa ancora in rosso dopo il tonfo di Wall Street e Asia

Sulle piazze finanziarie globali sono stati bruciati 4.000 miliardi di dollari negli ultimi otto giorni. E il calo continua con le borse asiatiche che hanno chiuso in forte ribasso, e l'Europa che procede negativa in attesa dell'apertura di Wall Street. L'andamento dei futures sugli indici Usa segnala un nuovo calo per i listini.

Il tentativo di risalita delle principali borse europee è scivolato sugli indici Markit che misurano la fiducia dei manager del commercio al dettaglio, scesi in gennaio in Italia, Francia, Germania e, complessivamente nell'Ue. Un dato che annulla l'effetto positivo sugli indici europei della ripresa degli ordini di fabbrica di dicembre in Germania. A pesare anche l'inversione di rotta dei futures Usa, tornati in calo dopo il rialzo della prima parte della mattinata in vista della bilancia commerciale e dei posti vacanti americani. Giù Milano e Francoforte (-2%), insieme a Parigi (-2,11%), Londra (-2,12%) e Madrid (-2,31%).

Sui listini prevale il segno meno ad eccezione del tecnologico Ams (+9,6% a Zurigo), pronto a lanciare un bond convertibile da 600 milioni di euro, che ha presentato conti migliori delle stime, e di Intesa (+1,57%) dopo i conti e il piano industriale. Sotto pressione Munich Re (-4,38%) e Commerzbank (-4,08%) a Francoforte, insieme a Cnh (-4,56%) ed Fca (-3,08%) in Piazza Affari.

Prosegue crollo del Bitcoin

Futures Usa positivi dopo il grande gelo della vigilia caduto su Wall Street con l'insediamento di Jerome Powell al vertice della Fed. Il timore di un rialzo dei tassi in più ha spaventato ieri i mercati, complici anche alcuni algoritmi finanziari, la cui correzione al ribasso era però attesa dato che - come fa notare un responsabile di sala operativa - gli hedge fund, i fondi speculativi tra i quali lo stesso Bridgewater, hanno già anticipato "accorciando le loro posizioni", prendendo beneficio dei recenti rialzi di borsa. Ora, a listini in calo, scattano gli acquisti - viene fatto notare - da parte di chi ha venduto anzitempo. I contratti futures sul Dow Jones al marzo del 2018 segnano un rialzo dello 0,4%, mentre quelli sul Nasdaq salgono dell'1,11%. "Le borse scendono - spiega un operatore - per motivi finanziari e non economici, come dimostra il rialzo del dollaro a 1,24 sull'euro".

E iintanto i consiglieri di Trump vanno in pressing perchè il presidente, che ha fatto della corsa dei listini americani un cavallo di battaglia per mostrare l'efficacia delle sue ricette economiche, non citi piu' il rally di Wall Street.

Tonfo Asia dopo Wall Street, fuga su yen e treasury

Paura a Wall Street, Dj affonda e perde fino al 6%  - Torna la paura sui mercati. Nel giorno dell'insediamento di Jerome Powell alla guida della Fed Wall Street affonda e brucia i guadagni accumulati dall'inizio dell'anno. Il Dow Jones chiude perdendo il 4,62%, il calo percentuale maggiore dal 2011: l'indice e' arrivato a perdere nel corso della seduta fino al 6,12% o quasi 1.600 punti per poi chiudere in calo di 1.175,21 punti, il calo maggiore della sua storia in una sola giornata. Lo S&P 500 lascia sul terreno il 4,10%, il suo calo maggiore dal 2011. Il Nasdaq cede il 3,78%, la giornata peggiore dal giugno 2016. Una seduta nera con il Dow Jones e lo S&P 500 ai minimi degli ultimi due mesi: per il Dow Jones si tratta della peggiore due giorni dal novembre 2008, nel pieno della crisi. A innescarla i timori di una fine a breve del ciclo di inflazione bassa e tassi bassi. In una giornata volatile i listini americani hanno accentuato le perdite intorno alle 21.00 ora italiane: le vendite sono piovute sul mercato tanto che alcuni analisti hanno visto 'somiglianze' con il flash crash del maggio 2010. Il crollo di Wall Street ha fatto seguito a quello delle piazze europee, che hanno chiuso tutte in rosso con Milano in calo dell'1,64%. Per Powell si tratta di un'accoglienza 'gelida' da parte di Wall Street. Fra gli analisti c'e' chi ironizza sul fatto che al mercato piace mettere sotto pressione e vedere la reazione di tutti i nuovi presidente della Fed. Ma a preoccupare gli investitori sono le proprio le prossime mosse della Fed di Powell, che ha giurato divenendo il 16mo presidente della banca centrale americana. Il primo messaggio del neo presidente, affidato a un video, e' pero' all'insegna della fiducia, senza alcun riferimento ai mercati: ''la disoccupazione e' bassa, l'economia cresce e l'inflazione e' bassa. I mercati finanziari sono più forti di quanto non fossero prima della crisi''. Un'analisi condivisa dalla Casa Bianca che, pur dicendosi ''preoccupata'' quando il mercato perde valore, si dice fiduciosa sulla ''solidità dei fondamentali dell'economia''. Powell assicura che la Fed, con la propria politica monetaria, continuerà a sostenere il mercato del lavoro e la ripresa seguendo la stessa strada tracciata da Janet Yellen e fatta di rialzi graduali di tassi di interesse. Ma Powell si trova di fronte a una ripresa diversa rispetto a quella finora 'governata' da Yellen. L'ex presidente e' stata in grado di aumentare gradualmente i tassi grazie a una bassa inflazione e a un recupero del mercato del lavoro. Un binomio questo che mostra pero' i primi segnali di difficoltà e sul quale ci sono molte incognite, fra le quali la riforma delle tasse da 1.500 miliardi di dollari varata dall'amministrazione Trump. Il timore è che il taglio delle imposte possa 'surriscaldare' l'economia e quindi spingere la Fed a rialzi a catena dei tassi, con un effetto incerto sulla ripresa. A questo si aggiungono i segnali di inflazione che rialza la testa. Dopo anni sottotono i prezzi sembrano indicare una lieve ripresa, come di recente segnalato dal mercato dei bond e dal balzo dei salari. A fronte di un'accelerazione dell'inflazione il rischio e' quello di interventi più decisi sui tassi da parte della Fed. La brusca correzione sui listini delle ultime sedute potrebbe, se prolungata, mettere a rischio la tabella di marcia di rialzi della Fed, ostacolando anche il ritorno alla 'normalità' delle altre grandi banche centrali. Azioni che preoccupano i mercati azionari, abituati ormai da anni a denaro a buon mercato e che temono per quest'anno quattro rialzi dei tassi, di cui il primo dato per scontato - con l'83% di chance - in marzo, quando Powell terrà la sua prima conferenza stampa dopo la due giorni di riunione. Per ora comunque la prima più 'banale' sfida di Powell e' convincere il Secret Service a continuare a fargli usare la bicicletta per andare in ufficio tutte le mattine, non privandolo di quei 12,8 chilometri di passeggiata su due ruote.

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