Pensioni: proposta governo, stop età 15 lavori gravosi

Bankitalia, no a passi indietro. Sostenibilità conti poggia su riforme passate

Stop dell'aumento a 67 anni dell'età di pensione dal 2019 per 15 categorie di lavori gravosi: le 11 già fissate dall'Ape social (tra cui maestre, infermieri turnisti, macchinisti e edili) e altre 4 (agricoli, siderurgici, marittimi e pescatori). Questa la proposta messa dal governo sul tavolo tecnico a Palazzo Chigi, secondo quanto riferiscono i sindacati. Si tratta di una platea di 15-20mila persone, per circa il 10% dei pensionamenti stimati per il 2019. I requisiti al momento indicati dal governo al tavolo sono l'aver raggiunto i 36 anni di contributi e l'aver svolto la mansione gravosa per almeno sei anni continuativi nell'arco degli ultimi sette. Ma su questi requisiti, riferiscono gli stessi sindacati, il governo ha mostrato delle "aperture". Lo stop, sempre nella proposta del governo, varrebbe solo sull'adeguamento dell'età di vecchiaia e non sugli scatti relativi all'anzianità contributiva.

"Nel lungo periodo la sostenibilità delle finanze pubbliche poggia, in larga misura, sulle riforme pensionistiche introdotte in passato, che assicurano una dinamica della spesa gestibile nonostante l'invecchiamento della popolazione. E' importante non fare passi indietro". Lo ha detto Luigi Federico Signorini, vicedirettore generale di Bankitalia, in audizione sulla legge di bilancio alle Commissioni Bilancio di Camera e Senato secondo cui "ka necessità di mantenere, preservare, difendere l'equilibrio pensionistico" di lungo periodo "è una priorità assoluta. Questo non vuol dire che non ci possano essere aggiustamenti su singoli casi" ma "l'importante è preservare la stabilità complessiva". 

CORTE DEI CONTI, LEGARE RITOCCHI A DISAGI EFFETTIVI "Ai fini della tutela degli equilibri di fondo della finanza pubblica gli interventi al margine del sistema pensionistico" devono essere "disegnati in maniera tale da limitare la platea dei destinatari alle situazioni di effettivo disagio, anche per minimizzare gli ovvi effetti di frammentazione che finiscono per produrre". Così il presidente della Corte dei Conti Arturo Martucci di Scarfizzi, sottolineando dall'altro lato che le misure, come l'Ape social, vanno articolate "nel modo più chiaro possibile per favorirne la celere implementazione".

RISCHI DA COPERTURE LOTTE EVASIONE  Dalle misure di contrasto all'evasione contenute nella manovra "è ragionevole attendersi effetti positivi. Tuttavia, la stima di tali effetti resta per forza di cose incerta. Basare una quota significativa delle coperture su tali introiti, come avviene per gli anni successivi al 2018, comporta un elemento di rischio". Lo afferma il vicedirettore generale di Bankitalia, Luigi Federico Signorini, in audizione alle Commissioni Bilancio di Camera e Senato.

"Come in passato si è scelto di non cancellare definitivamente le clausole di salvaguardia, ma di farlo solo per 1 anno. Esse riducono di fatto l'orizzonte di programmazione della politica di bilancio. Idealmente l'adozione, al loro posto, di provvedimenti percepiti come permanenti ridurrebbe l'incertezza tanto sui saldi della finanza pubblica quanto sulle forme di tassazione". Così il vice direttore generale della Banca d'Italia Luigi Federico Signorini in audizione sulla manovra, sottolineando che "la prevedibilità è importante per imprese, cittadini, mercati".

Boeri, no stop aumento età, adeguamenti annuali - Non bisogna bloccare l'aumento dell'età di pensionamento legato all'aspettativa di vita ma piuttosto bisognerebbe "fare cambiamenti annuali" e non triennali in modo che l'adeguamento sia graduale. Lo ha detto il presidente dell'Inps, Tito Boeri parlando a un convegno dei giovani imprenditori di Confcommercio. Boeri si è detto invece favorevole ad individuare lavori usuranti verificando le diverse speranze di vita in modo da sottrarli all'aumento dell'età. Si potrebbero pagare questi costi con contributi di solidarietà
   

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