Morelli guida il ritorno in Borsa

Punta su piano con ritorno all'utile nel 2019

E' l'amministratore delegato dell'ormai 'banca di Stato' Montepaschi, anche se il suo mandato è quello di liberasi prima possibile proprio del socio pubblico, magari facendogli pure guadagnare qualcosa. L'ad di Mps Marco Morelli deve farcela entro il 2021, orizzonte temporale di un piano di risanamento che prevede il ritorno all'utile nel 2019. Ed ora è impegnato nell'accompagnare il gruppo nel cruciale ritorno in Borsa. 
In qualità di amministratore delegato, Morelli ha varcato la porta di Rocca Salimbeni per la prima volta il 20 settembre 2016, chiamato dal Governo a sostituire Fabrizio Viola, ritenuto meno indicato per portare a termine l'ennesimo aumento di capitale. L'operazione sarà poi lanciata pochi mesi dopo, a dicembre, per un ammontare di 5 miliardi di euro. Il rafforzamento delle casse della banca doveva servire a farla uscire dalle secche, eredità dell'era caratterizzata dalla figura del 'dominus' di Mps, Giuseppe Mussari, e finita per il peso delle inchieste giudiziarie.
A causa anche del flop del referendum costituzionale del 4 dicembre scorso, con conseguente incertezza politico-istituzionale, la ricapitalizzazione sul mercato targata Morelli è fallita: la banca è stata quindi salvata grazie a un contributo dello Stato da 5,4 miliardi. Per Morelli quella da amministratore delegato non è la prima esperienza in Mps. A Siena c'era già stato dal 2003 al 2010, arrivando a ricopre i ruolo di vicedirettore generale e Cfo del gruppo. Poi, fino al 2012 è stato in Intesa san Paolo, dove ha ricoperto il ruolo di direttore generale e vicario del Ceo. Nel curriculum di Morelli ci sono anche esperienze con grandi gruppi internazionali, come Jp Morgan, Ubs, Kpmg, Bank of America Merrill Lynch.
Romano, classe 1961, sposato e padre di quattro figli, Morelli ha una grande passione per lo sport, specie per lo sci.

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