Ue prepara web tax, stop a vantaggi fisco

Si studia superamento principio della residenza fiscale

"Parecchi hanno detto di condividere lo spirito e il contenuto della lettera (dei quattro, tra cui l'Italia, ndr), direi che ci si sta muovendo verso una maggioranza di Paesi a favore di questo approccio": lo ha detto il ministro dell'economia Pier Carlo Padoan al termine dell'Ecofin. Per Padoan è "importante che la presidenza estone abbia confermato l'idea di produrre risultati entro fine mandato, cioè entro pochi mesi". Inoltre si è rinnovato il mandato all'Ocse perché continui a lavorare alla sua proposta. "Se il processo si dovesse arenare, si tratterebbe di dare ulteriore spinta a un processo delicato", ma il ministro ha ricordato anche ai colleghi che "sul terreno della cooperazione sulla tassazione abbiamo ottenuto i maggiori risultati di cooperazione, quindi è una buona premessa per sperare che si facciano progressi"

"E' un'iniziativa molto buona quella dei quattro Paesi, l'economia digitale rende la tassazione molto difficile, a nessuno piacciono le tasse ma ci servono, quindi dobbiamo capire come metterci le mani": lo ha detto il ministro olandese e presidente dell'Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem, riferendosi alla web tax.

Booking.com, Google, Amazon, Facebook ed Airbnb si stanno arricchendo ai danni degli Stati Ue, a cui non pagano la giusta proporzione di tasse. Per questo la Ue sta studiando una 'web tax' europea, che superi l'attuale principio della 'residenza fiscale' delle aziende, adattandolo alla caratteristica dell'economia digitale, che produce redditi 'virtuali' in molti Stati, pagando le tasse in uno soltanto. E' quanto si legge nel documento che l'Ecofin discuterà la prossima settimana a Tallin, di cui l'ANSA ha preso visione.

Affrontare le sfide dell'economia digitale comporta la "modifica del concetto di stabilimento permanente". In base a questo approccio, "anche senza presenza fisica" - si legge ancora nel documento sulla web tax preparato dalla presidenza estone dell'Ue -, un'azienda con una "presenza digitale significativa" nei Paesi dove opera, dovrebbe prendersi una "residenza virtuale" che lo costringerebbe a sottostare alla loro tassazione sulle imprese.

Il ministro dell'economia Pier Carlo Padoan ha sottoscritto una dichiarazione politica congiunta con i colleghi di Germania, Francia e Spagna a sostegno di una iniziativa per la tassazione delle imprese dell'economia digitale. E' quanto informa il Tesoro secondo cui i quattro ministri delle finanze dei paesi più grandi dell'Eurozona intendono presentare l'iniziativa per la tassazione della web economy nel corso della prossima riunione informale dell'Ecofin, in programma a Tallinn il prossimo 15 e 16 settembre.

La dichiarazione è stata inviata a Toomas Töniste, Ministro delle Finanze dell'Estonia (Stato che ricopre la presidenza di turno dell'Unione europea) per conoscenza al Commissario europeo Pierre Moscovici. L'iniziativa, spiega il ministero, "ha lo scopo di sollecitare una imposizione delle imprese che svolgono attività economica in Europa senza corrispondere un livello di tassazione adeguata, mettendo a repentaglio i principi di equità fiscale e la sostenibilità del modello economico e sociale del continente".

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