Digital Magics, la 'fabbrica' delle startup

1.500 idee sotto esame, così ogni anno nascono tra 15 e 20 aziende

Con il sogno di diventare imprese 1.500 'idee' bussano ogni anno alla porta di Digital Magics: il team le seleziona, ne approfondisce un centinaio, e da qui nascono tra 15 e 20 startup seguite passo dopo passo nei loro percorsi di crescita.

La 'magia' di creare innovative imprese digitali

"Ogni tecnologia sufficientemente avanzata è indistinguibile dalla magia": è da questa citazione di Arthur C. Clarke, autore di "2001: Odissea nello Spazio", che nasce il nome di Digital Magics. E' stata fondata a Milano nel 2004 da Enrico Gasperini (riconosciuto pioniere nell'innovazione: ha rifondato e guidato Audiweb in Italia. Scomparso prematuramente a novembre 2015), Alberto Fioravanti (attuale presidente esecutivo, socio storico di Gasperini con cui ha fondato la web agency Inferentia, oggi Fullsix, portandola in Borsa nel 2000) e Gabriele Ronchini (a.d per lo sviluppo del portfolio). Non avevano dimenticato emozione e passione con cui avevano vissuto l'esperienza di startupper negli anni '90, ed hanno così deciso di aiutare i neoimprenditori italiani "nella fase seed", quando non c'è che un 'seme' che può dar vita ad una nuova società. E' dal 2008 che Digital Magics opera come incubatore di startup innovative nel digitale. Ai fondatori si sono poi affiancati più di 25 partner che complessivamente portano con sé 300 anni di esperienza nel digitale, come Alessandro Malacart (ad corporate & finance), Layla Pavone (ad per l'innovazione delle aziende) ed Edmondo Sparano (chief digital officer). Nel 2012 ha aperto la seconda sede, a Napoli, poi lo scorso anno altre quattro, a Palermo, Roma, Padova, Bari. E dal 2013 é sul mercato Aim di Borsa Italiana: è il primo incubatore in Italia a quotarsi. Tra le tappe di questa 'avventura' già dal 2014 lancia i primi programmi di Open Innovation per le aziende italiane, come Uvet e Nice. Nel 2015 le alleanze strategiche con Talent Garden - il network leader europeo di campus di coworking - e con Tamburi Investment Partners, per la creazione della più importante piattaforma nazionale dell'innovazione per il Digital Made In Italy; e lancia un programma di Open Innovation con Poste Italiane: per la prima volta la più grande azienda di servizi italiana ha iniziato a collaborare attivamente con un incubatore e con le startup.

 

 

Innovazione e startup, un libro bianco per il Governo

Quella di Digital Magics è una vocazione per l'innovazione rivolta anche all'esterno, uno stimolo all'apertura di un dibattito nel Paese: nel 2015 per la prima volta un incubatore di startup propone al Governo italiano un libro bianco, il 'White Paper di Digital Magics', che apre una riflessione più ampia, coinvolgendo protagonisti del digitale come Marco Gay, il presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria. Torinese, classe 1976, cresciuto in una 'tradizionale' azienda metalmeccanica di famiglia fino a quando è stata ceduta ad una multinazionale, Marco Gay si presenta così: "Oggi sono uno startupper". Guarda con passione al mondo degli incubatori grazie al carisma di Enrico Gasperini. E' così un 'percorso naturale' quello che lo porta a diventare socio e vicepresidente esecutivo di Digital Magics. Un ulteriore tassello per sostenere i talenti italiani è la Digital Magics Startup University: polo di formazione telematica per aspiranti imprenditori nato da un accordo con Universitas Mercatorum e Università Telematica Pegaso. E' stata poi ampliata la piattaforma per il 'Digital Made In Italy' grazie a importanti partnership con business angel, family office e fondi istituzionali - uno su tutti Innogest, che è diventato azionista rilevante di Digital Magics. Fino a dicembre 2016 le startup di Digital Magics hanno raccolto più di 43 milioni di euro. Oggi ha oltre 70 startup e scaleup in portfolio, anche grazie all'acquisizione del 35% dell'acceleratore Withfounders. Ha creato oltre 500 posti di lavoro.

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