• P.A.: via libera ai nuovi comparti, ora la stagione contrattuale può partire

P.A.: via libera ai nuovi comparti, ora la stagione contrattuale può partire

Drastica riduzione dei comparti che passano da 11 a 4

Si avvicina la stagione contrattuale nel pubblico impiego, dopo sette anni di blocco. Con il via libera ai nuovi comparti, il cui accordo è stato sottoscritto oggi da sindacati e Aran, infatti, si sono poste le condizioni per avviare il confronto. I nuovi comparti vengono ridotti drasticamente passando da 11 a quattro.

Ecco allora i nuovi comparti:

Funzioni centrali (circa 247.000 occupati), Funzioni locali (457.000),

Istruzione e ricerca (1.111.000) 

Sanità (531.000).

Dal confronto con l'assetto finora in vigore, emerge come gli accorpamenti abbiano riguardato gli statali in senso stretto (prima divisi tra ministeriali, dipendenti delle agenzie fiscali e degli enti pubblici non economici) e il settore della conoscenza, con insegnanti, ricercatori, personale dell'università raccolti in una stessa 'zona' di contrattazione.

I dipendenti di palazzo Chigi fanno invece comparto a se stante.

In parallelo cambiano anche le aree dirigenziali, con circa 6.800 dirigenti nell'area delle Funzioni centrali, 15.300 nelle Funzioni locali; 7.700 nell'Istruzione e ricerca e 126.800 nella Sanità.

Per consentire alle sigle sindacali di non perdere la rappresentanza è concesso un mese di tempo, da oggi, per stringere eventuali alleanze. Infatti i criteri per essere rappresentativi restano quelli di prima (5% di deleghe più voti in 2 comparti).

È comunque riconosciuto una sorta di 'diritto di tribuna', nei tavoli sui rinnovi, per i sindacati che restano sotto la soglia. Inoltre per tutelare delle specificità professionali é previsto che il contratto possa contenere delle sezioni, in modo da trattare in modo diverso aspetti particolari. Si avvicina la stagione contrattuale nel pubblico impiego. Con il via libera ai nuovi comparti, il cui accordo è stato sottoscritto oggi da sindacati e Aran, si sono poste le condizioni per avviare il confronto. I nuovi comparti vengono ridotti drasticamente passando da 11 a quattro. 

 La firma arriva dopo sette anni dalla legge che ha prescritto la razionalizzazione. L'intesa preliminare era stata raggiunta il 5 aprile e aveva ottenuto l'ok da parte del Consiglio dei ministri il 15 giugno. Sottoscrizione definitiva accordo, dopo 7 anni da legge 

Cgil, ora confronto su rinnovi o mobilitazione  - "Senza una convocazione, senza l'avvio subito del confronto per i rinnovi, intensificheremo la mobilitazione per 'Contratto Subito'". Così il segretario confederale della Cgil, Serena Sorrentino, dopo la firma dell'accordo sui comparti del pubblico impiego. "Oggi abbiamo ratificato quanto sottoscritto il 5 aprile scorso. Un atto formale su un accordo raggiunto diversi mesi fa. Da allora, nonostante reiterate dichiarazioni della ministra Madia, così come dello stesso Premier Renzi, non c'è ancora traccia di convocazione per l'avvio della trattativa per i rinnovi dei contratti pubblici", sottolinea la sindacalista. E aggiunge: "Non aspetteremo oltre".

P.a: Uil, ora più spazio a contrattazione, serve decreto  - La Uil auspica il riconoscimento "di uno spazio maggiore alla contrattazione, per sbloccare quanto imposto dalla legge Brunetta, riconsegnando delle materie alle parti". Così il segretario confederale della Uil, Antonio Foccillo, in occasione della firma dell'accordo tra Aran e sindacati sui nuovi comparti comparti del pubblico impiego. Per Foccillo servirebbe "intervenire subito per decreto, così da favorire la nuova tornata contrattuale". Il sindacalista sottolinea come "le organizzazioni dei lavoratori abbiano fatto la loro parte, dimostrando responsabilità. Ora tocca al Governo, unico tra i datori di lavoro ad aver tenuto fermi i contratti per sette anni, ovvero per due tornate".

Aran, con intesa cambio profondo,contratti più semplici  - "Un accordo che cambia in profondità l'assetto del sistema contrattuale pubblico, con un effetto di notevole semplificazione dell'attività negoziale". Così il presidente dell'Aran, Sergio Gasparrini, dopo la sottoscrizione dell'intesa che riduce i comparti da 11 a 4. "Le aggregazioni - spiega - rispondono a un criterio di tendenziale omogenizzazione dei settori, nei limiti del possibile".

 

 

 

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