Boeri, pugno duro contro le frodi nell'uso dei voucher

Bene governo su misure per evitare distorsioni

"Bisogna intervenire in modo draconiano, drastico, nel reprimere forme fraudolente dell'utilizzo dei voucher": lo ha detto il presidente dell'Inps, Tito Boeri, intervenendo a Venezia alla presentazione di un dossier statistico di Inps e Veneto Lavoro su "Il lavoro accessorio 2008-2015. Profili delle aziende e lavoratori".

Boeri, a tale riguardo, ha evidenziato l'impegno dell'ente previdenziale anche attraverso la segnalazione all'autorità giudiziaria dei casi di frode rilevati. Su un piano più generale, il presidente dell'Inps ha fatto una disanima degli obiettivi pensati dai legislatori in relazione ai voucher per il lavoro accessorio, tra i quali quelli di far emergere il 'lavoro nero', e indicato la validità di alcune misure previste dal governo per ridurre "un utilizzo distorto dello strumento".

Nel 2015 sono stati venduti 115 milioni di voucher per il lavoro accessorio mentre il numero di voucher riscossi da lavoratori che hanno prestato attività di lavoro accessorio concluso nel 2015 è pari a quasi 88 milioni. Il dato è stato diffuso dall'Inps in un rapporto sul fenomeno nel quale si sottolinea che nell'anno sono stati 1.380.000 i lavoratori che hanno percepito almeno un buono. I committenti sono stati quasi 473.000. La media dei buoni percepiti nell'anno è di 63,8 per ogni lavoratore. I lavoratori che hanno percepito più di 1.000 euro netti nell'anno grazie ai voucher sono stati 207.000 quindi l'85% dei lavoratori che ha avuto almeno un buono è rimasto al di sotto di questa cifra. Quasi un milione di persone ha percepito meno di 500 euro (66 voucher) mentre 213.000 persone ha percepito solo da uno a cinque voucher nell'intero anno. Se si guarda al totale delle posizioni lavorative aperte con un voucher (si può prestare attività occasionale per più di un committente), ovvero 1,7 milioni, emerge la prevalenza negli alberghi e ristoranti (579.887) e nel commercio (oltre 300.000).

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