Consob, Vegas: "Rischi chiari nei prospetti dei bond subordinati"

Troppo complessi, ora più semplicità. Su bond fatto il possibile

La Consob non ha nulla da rimproverasi nel collocamento dei bond subordinati delle quattro banche 'risolte', i cui prospetti informativi sono "stati redatti nel rispetto delle regole" e "hanno dato massima evidenza a tutti i fattori di rischio", incluso quello di "perdere l'intero capitale" in caso "di liquidazione o di procedure concorsuali". Il presidente della Consob, Giuseppe Vegas, approfitta della sua sesta relazione al mercato (il suo mandato settennale scadrà il 31 dicembre 2017) per difendere l'operato della Commissione dalle accuse di non aver vigilato sulla vendita ai risparmiatori degli famigerati titoli subordinati. "Dal punto di vista regolamentare noi abbiamo fatto quello che potevamo fare", ha detto in serata respingendo le critiche di "autoassoluzione" da parte di Federconsumatori, Adusbef, M5S e Sel. "Questi elementi sono stati inseriti nella parte relativa ai fattori di rischio e, nei casi più significativi, sono stati ripresi e sintetizzati nella prima pagina dei prospetti" ha sottolineato Vegas ricordando che "sono in corso accertamenti" da parte di Consob e magistratura sul "rispetto delle regole di condotta nel collocamento". La vicenda delle banche risolte non mette dunque "in discussione la validità di fondo dei modelli di vigilanza" anche se la Consob intende "affinare ulteriormente le sue prassi di vigilanza".

Per rianimare la fiducia dei risparmiatori ai tempi del 'bail-in', l'authority di Borsa ha avviato una triplice consultazione con il mercato - che si concluderà l'8 giugno - al termine della quale formulerà altrettante raccomandazioni allo scopo di semplificare le avvertenze dei prospetti informativi, offrire 'schede prodotto' chiare allo sportello e garantire la negoziazione degli strumenti finanziari così da ridurre il rischio di illiquidità in cui sono rimasti invischiati i soci della Banca Popolare di Vicenza. Il prospetto, un tomo che può raggiungere anche le 900 pagine, serve agli emittenti per "prevenire possibili rischi legali" ma è "troppo lungo e complesso per potere essere letto e pienamente compreso dal risparmiatore" ha detto Vegas. Sevono avvertenze "più chiare, sintetiche ed esaustive", due-tre paginette che permettano al risparmiatore di cogliere "il profilo di rischio e di rendimento" di uno strumento finanziario "valutando con piena consapevolezza se sia adeguato alle proprie esigenze".

Traiettoria lungo la quale si muove anche l'idea di predisporre "schede prodotto" standard, che rappresentino "in modo chiaro e conciso le caratteristiche principali degli strumenti offerti". Soddisfatta l'Abi che da tempo, ha detto il suo presidente Antonio Patuelli, chiedeva "una trasparenza semplice". Vegas ha anche bocciato l'introduzione di un tetto al possesso di titoli di Stato da parte delle banche (provocherebbe "una nuova ondata di turbolenze e instabilità sul mercato dei titoli pubblici") mentre ha definito di "estrema importanza" per le banche iniziative come il fondo Atlante, a maggior ragione in un quadro di ripresa "debole e altalenante" specialmente nell'area euro. Quanto all'attività di vigilanza nel 2015 sono stati conclusi 268 procedimenti sanzionatori e comminate multe per 12,1 milioni, in calo rispetto ai 20,6 milioni del 2014 (anno segnato da maxi-sanzioni per le vicende Mps e Proto). La relazione della Consob ha anche segnalato una maggiore propensione al rischio dei risparmiatori (salita dal 32 al 35%) e una più forte partecipazione in assemblea (il 20% del capitale) degli investitori esteri.

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