Vacchi, Paese stordito,anche Confindustria invecchiata

Assoluta indipendenza. No veti su relazioni sindacali e contratti

In un "Paese stordito", "non possiamo nasconderci che anche noi, come l'intero Paese, siamo invecchiati e sotto molti aspetti rischiamo di non essere più uno tra i principali attori del rinnovamento". Alberto Vacchi non risparmia critiche al "sistema" presentando il suo programma di candidato alla presidenza di Confindustria al Consiglio Generale, che il 31 marzo designerà il nuovo leader.

GLI INDUSTRIALI E IL VELENO DELLA POLITICA. "Nostro malgrado", avverte Vacchi, "siamo parte di un quadro di riferimento profondamente negativo". Non mancano i casi di "deterioramento della vita associativa". "Il veleno della faziosità politica, che ha squassato il Paese, si è purtroppo infiltrato anche nella nostra vita associativa". Punta così il dito contro il rischio che "l'impegno associativo rappresenti non un fine in sè, ma il mezzo attraverso il quale costruire veri e propri percorsi di carriera tra la politica, il pubblico e il privato". Nel metodo di lavoro, aggiunge, serve "una agenda associativa", e servono agende specifiche "per ogni settore". ASSOLUTA INDIPENDENZA. Nessun cenno al Governo. In almeno due passaggi, invece, l'industriale bolognese avverte che Confindustria e i suoi vertici devono "mantenere una assoluta indipendenza dagli schieramenti politici. Da Vacchi anche un "no alla sovraesposizione mediatica", ad un "recupero di sobrietà".

CONTRATTI, NON TEMERE IMPOPOLARITA'. "Quando si parla di falchi e di colombe, di amici e nemici del sindacato, si parla di roba vecchia". Serve "pragmatismo". Per Vacchi "affrontare il rinnovamento delle relazioni sindacali e delle regole per la contrattazione significa essere pronti ad affrontare resistenze e rifiuti. Lo stato delle cose non ci consente di stare fermi. Non possiamo subire veti, temere l'impopolarità e conservare l'esistente", avverte, indicando nella linea di Federmeccanica "un buon punto su cui partire".

SOLE24ORE E LUISS. "Asset strategici", ma da "riportare a sistema rinsaldandone le relazioni con la più ampia attività di Confindustria". Per il gruppo editoriale avanti "sull'inevitabile strada del risanamento", incidendo come editore "per qualificare a tutto tondo l'immagine del fare impresa".

SUD E SVILUPPO. Vacchi vuole un "piano per restaurare il Paese", su beni artistici, ambiente, turismo, costruzioni. In questo, dice, "ho pensato soprattutto alle nostre regioni meridionali", "su questo la politica ci deve dare ascolto".

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