• Confindustria: "Migliora l'industria, nel primo trimestre il Pil accelera"

Confindustria: "Migliora l'industria, nel primo trimestre il Pil accelera"

Centro studi: migliora anche il mercato del lavoro, nel 2016 cresce spesa famiglie. Ripresa lenta ma avanti

 "Nel 2016 la spesa delle famiglie italiane che dalle vendite al dettaglio pare aver chiuso male il 2015 (-0,4% in volume nel quarto trimestre) sarà sostenuta dai miglioramenti in atto nel mercato del lavoro". E' la previsione contenuta nella Congiuntura flash del Centro studi di Confindustria, secondo il quale l'occupazione, sostenuta da "decreto Poletti, decontribuzione e Jobs Act" nel 2015 è migliorata "per entità e composizione" e "innesca un circolo virtuoso, rafforzando sia i bilanci familiari sia la fiducia e la propensione a spendere".

"Dato il miglioramento della dinamica dell'industria rilevato dal Csc", con la produzione che a gennaio "è aumentata dello 0,9%", "si stima che la velocità di aumento del Pil italiano si rafforzerà nel primo trimestre 2016 rispetto a quella registrata dell'ultima frazione del 2015". Il Centro studi di Confindustria ricorda come Pil (+0,1% congiunturale) e produzione (-0,2%) a fine 2015 abbiano deluso le attese. La risalita, tuttavia, procede, seppur a ritmo lento".

Fondamentali invariati ma rischi da 'tempesta' mercati  - La fiducia di famiglie e imprese "ha iniziato a essere intaccata dalla tempesta finanziaria nei mercati azionari" e "i fondamentali dell'economia italiana, seppur non brillanti, sono ancora sostanzialmente invariati. Tuttavia, se persistente, la tempesta finanziaria potrebbe finire per intaccarli". Lo osserva il Csc nella Congiuntura Flash, spiegando che "oltre che tramite minore fiducia, e conseguente maggiore parsimonia per famiglie e imprese, il trasferimento all'economia reale potrebbe avvenire attraverso l'irrigidimento delle condizioni finanziarie e l'erosione della ricchezza". Le famiglie italiane, ricorda il Centro studi di Confindustria "detenevano in azioni circa un quarto delle proprie attività finanziarie, per un valore di quasi mille miliardi di euro (dati al terzo trimestre 2015, Banca d'Italia)".

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