Unicredit: turn-over in due fasi su 2.700 uscite volontarie

Verso l'inserimento di 500 nuove risorse, poi altre 200 assunzioni

Il turn-over in Unicredit, in base all'accordo di massima raggiunto ieri con i sindacati su 2.700 uscite volontarie in Italia (nell'ambito della gestione della seconda fase del piano industriale 2014-18) e firmato in nottata, prevede due step. In base a quanto specificato nella lettera di intenti sulla nuova occupazione, vi sarà l'inserimento di 500 nuove risorse al raggiungimento delle 2.700 adesioni alle uscite volontarie. Ulteriori 200 nuovi inserimenti arriveranno al raggiungimento della riduzione di ulteriori 540 risorse (circa 470 dirigenti) previste dagli interventi di aggiornamento al piano 2018, decisi dal cda dell'11 novembre scorso. Per le 540 riduzioni la trattativa corre su un tavolo parallelo e sindacati e azienda - viene specificato nel verbale di accordo - "proseguiranno gli approfondimenti, anche in ragione della qualità e quantità delle risorse coinvolte, volti ad individuare forme specifiche di intervento". L'intesa sulla seconda fase del piano industriale 2014-18 "raggiunge un buon equilibrio tra le esigenze dell'Azienda di riduzione del costo del lavoro e l'obiettivo del Sindacato di garantire un'uscita senza traumi ai lavoratori/lavoratrici coinvolti", sottolinea in una nota Mariangela Verga, segretaria nazionale della Uilca.

L'accordo sulle 2.700 uscite volontarie - Unicredit e sindacati chiudono sui tagli già previsti in Italia. Dopo due giorni di confronto, arriva l'accordo sulla gestione della seconda fase del piano industriale 2014-18 del gruppo di Piazza Gae Aulenti. L'intesa prevede 2.700 uscite, tutte volontarie, come richiesto dalle sigle sindacali. Al stesso tempo si dà il via libera a 700 assunzioni di giovani. "Questo accordo guarda al futuro e alla solidarietà generazionale", afferma Mauro Morelli, segretario nazionale della Fabi.

Per i 540 tagli (circa 470 i dirigenti coinvolti) del nuovo piano, invece, la trattativa corre in parallelo e l'accordo è previsto in una fase successiva. Nel dettagli dell'intesa chi aderirà al piano esodi riceverà a titolo d'incentivo tre mensilità e mezzo, con clausola di salvaguardia in caso di cambiamento delle regole previdenziali. "Grazie all'unità e determinazione del tavolo sindacale, siamo riusciti a garantire tutte uscite volontarie e ad assicurare nuova occupazione giovanile, pur in un difficile contesto di mercato", aggiunge ancora Morelli. Nell'ambito dell'accordo, è stato anche negoziato il premio aziendale e l'assegnazione di un tablet per ogni dipendente. L'importo del premio sarà di mille euro, perché detassato, nel caso il lavoratore scelga di investire la somma in spesa di welfare o in alternativa di 650 euro qualora opti per la forma cash.

Infine, con l'accordo l'azienda si è impegnata a sottoscrivere un'intesa esigibile sulle pressioni commerciali. Ora l'attesa è sui conti che Unicredit licenzierà domani, 6 febbraio. Gli analisti vedono un rosso di 140 milioni nel quarto trimestre e per l'intero anno un utile di 1,4 miliardi (i 9 mesi mesi si erano chiusi con un utile a oltre 1,5 miliardi). La perdita, secondo gli addetti ai lavori, deriva da elementi straordinari quali il piano esuberi (oltre 18mila i tagli a livello di gruppo), le cessioni e il costo di salvataggio delle 4 banche (Etruria, Banca Marche, Carife, Carichieti).

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