Banche, Sabatini: "Garanzia accelera cessione sofferenze"

Possibile che tranche senior cedute a Bce

Il meccanismo di garanzia sulla cessione dei crediti, stabilito dall'accordo fra Tesoro e la Ue "non è una bad bank sul modello spagnolo ma ha l'obiettivo di accelerare il naturale andamento di cessione delle sofferenze" e spingere "il mercato delle cartolarizzazioni che peraltro stava già riattivandosi. E' quanto spiega il direttore generale dell'Abi Giovanni Sabatini in una conversazione con l'ANSA. "L'obiettivo non è di togliere dai bilanci delle banche le sofferenze perchè il sistema è a rischio ma di dare una spinta alla cessione dei crediti deteriorati i quali, va ricordato, hanno delle garanzie in media con quelle riscontrate nell'Unione Europea". "Quando ci saranno i testi definitivi" aggiunge, ogni banca potrà "o richiedere la garanzia, o cedere i crediti senza di essa" valutando da sola la propria scelta.

"E' possibile che le tranche senior" dei debiti deteriorati ceduti dalle banche sulle quali sarà richiesta la garanzia statale possano essere usati come collaterale e acquistati dalla Bce nell'ambito del quantitative easing. E' quanto afferma all'ANSA il dg del'Abi Giovanni Sabatini commentando il meccanismo di garanzia deciso nell'accordo fra Ue e Tesoro. Le tranche senior che avranno una valutazione dall'agenzia di rating rientrerebbero infatti fra quelle acquistabili da Francoforte nel programma di acquisto degli Abs.

"Non sono un'autorità di vigilanza" ma "le banche italiane sono sotto la supervisione della Bce e hanno passato prima il Comprehensive assessment (la valutazione approfondita ndr) e poi lo Srep (processo revisione e valutazione ndr). Così il direttore generale Abi Giovanni Sabatini commenta le critiche e le valutazioni di stampa e osservatori sull'accordo per le garanzie sui crediti che servirebbe a far emergere o 'coprire' perdite nei bilanci bancari con accantonamenti e aumenti di capitale a catena. "C'è qualche dubbio - dice - che ci sia una speculazione al ribasso sul sistema bancario italiano. Non si considera infatti che molti gruppi europei sono esposti verso i paesi emergenti e gli strumenti derivati mentre si sottolinea sempre il nostro rischio creditizio, considerando peraltro i dati lordi sulle sofferenze".

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