Banche: ecco come l'Italia smaltirà quei prestiti in rosso

Garanzia pubblica Abs senior, non scongiurati aumenti capitale

   In ballo ci sono oltre 200 miliardi di prestiti bancari a famiglie, e in misura maggiore imprese, divenute insolventi. Un fardello per i bilanci bancari e per l'economia, visto che le banche coinvolte sono limitate nel fare credito. Ma come funziona lo schema concordato fra l'Italia e l'Ue per smaltire le 'sofferenze', trovato dopo due anni di negoziato che di fatto hanno visto il tramonto della 'bad bank' per una soluzione meno ambiziosa? E in che misura evita pesanti aumenti di capitale?

   Tutto ruota attorno al meccanismo delle cartolarizzazioni, attraverso il quale si rende negoziabile sul mercato (ovvero 'carta') un attivo che altrimenti non lo sarebbe, come un mutuo o un finanziamento alle imprese. Le banche, incassando denaro fresco anche se a sconto, cedono questi prestiti, che rappresentano sul bilancio un attivo (anche se deve essere svalutato), a un veicolo finanziario: una scatola esterna alla banca, quindi fuori bilancio, un po' come nei prestiti 'subprime' che hanno scatenato la crisi negli Usa (che però erano complessivamente rischiosissimi). Dal canto suo, questo veicolo, avendo quei prestiti come sottostante, emette bond, che vengono comprati dal mercato (e, con molta probabilità, dalla Banca centrale europea attraverso il suo programma di acquisto degli Abs).
    Il nodo centrale è: buona parte di quei prestiti sono verso debitori divenuti insolventi e dunque non si recuperano integralmente, incorrendo quindi in pesanti svalutazioni sui bilanci e, a ricaduta, in aumenti di capitale che rischiano di andare indigesti. Per facilitare il meccanismo, dunque, entra in gioco il ministero dell'Economia. Che fornirà delle garanzie, in grado di avvicinare il 'prezzo' del compratore (mercato) a quello del venditore (banca attraverso il veicolo). Sta tutto qui il problema principale. Il negoziato con Bruxelles concluso in nottata prevede che il prezzo di quella garanzia sia "di mercato" (per non ricadere negli aiuti di Stato). Non solo: lo Stato "garantirà solo le tranche senior delle cartolarizzazioni, cioè quelle più sicure", lasciando fuori quelle junior e 'mezzanine' che sopportano per prime le perdite. E lo farà a valle (cioè sull'emissione dei titoli) e non a monte, sul sottostante. Lo stato, poi, rilascerà la garanzia solo se i titoli avranno preventivamente ottenuto un rating uguale o superiore all'investment grade" dalle agenzie accettate dalla Bce, si legge in un comunicato del Tesoro. Le agenzie valuteranno la 'qualità' di quei prestiti, la possibilità che siano recuperati.
    Alcune banche, dopo aver impacchettato i prestiti junior e mezzanine, si ritroveranno con tranche senior molto piccole e quindi potranno liberarsi di poche sofferenze: dovranno iscrivere le svalutazioni a bilancio (al netto degli accantonamenti a copertura) e, con probabilità, procedere ad aumenti di capitale che Barclays stima fino a 28 miliardi di euro e che rischiano di scontentare molti degli azionisti.(ANSA).
   

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