Sciopero grande distribuzione, scontro sullo shopping di Natale

Camusso contro Coop che non chiude. Per imprese adesioni all'8%

Si è chiuso con la consueta guerra di cifre le sciopero nazionale della grande distribuzione, il secondo dopo quello dello scorso 7 novembre. Mentre i sindacati rivendicano un'adesione superiore al 70%, Federdistribuzione, l'associazione delle imprese del settore, ferma l'asticella della partecipazione all'8%. La protesta dei lavoratori, in piazza per un contratto scaduto da oltre due anni, è stata scandita dall'appello a boicottare lo shopping natalizio, nel week end più caldo dell'anno per i consumi, da parte dei leader sindacali che hanno parlato dal palco di Piazza della Scala a Milano, dove sono confluite le 10 mila persone che, secondo gli organizzatori, hanno partecipato al corteo partito da Corso Venezia. "Chiediamo solidarietà ai cittadini perché oggi non vadano nella grande distribuzione e magari neanche domenica" ha detto il segretario della Cgil, Susanna Camusso, sul palco accanto al leader della Uil, Carmelo Barbagallo, e al segretario confederale della Cisl, Gigi Petteni. "I lavoratori della grande distribuzione - ha spiegato - sono da più di due anni senza contratto con un'associazione di impresa che dopo aver disdettato gli integrativi, fatto cassa integrazione e mobilità e scaricato tutti i costi della crisi sui lavoratori, di nuovo non vuole rinnovare il contratto". "Non abbiamo segnalazioni di punti di vendita chiusi e quindi siamo in grado di fornire un regolare servizio", ha detto Federdistribuzione. Aperta anche "la totalità dei punti vendita" delle Coop, "con regolare affluenza dei soci e consumatori". "Non è vero che nella grande distribuzione tutto ha funzionato come se nulla fosse" ha replicato Camusso chiedendosi "dove è la civiltà di chi non rinnova i contratti di lavoro" e promettendo che la battaglia per il contratto proseguirà.

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