Banche, Berlusconi-Meloni-Salvini, ok mozione sfiducia Renzi

Dopo il vertice di ieri sera ad Arcore

"Si è ribadito l'importanza della collaborazione tra i rispettivi gruppi parlamentari e il sostegno alla mozione di sfiducia al governo Renzi per la vicenda del decreto salva-banche". E' quanto si legge in una nota congiunta di Silvio Berlusconi, Matteo Salvini e Giorgia Meloni in merito al vertice di ieri sera ad Arcore.

"Sfiducia" Lega-Fi-Fdi al Governo,Consulta in alto mare - Dopo la mozione di sfiducia di M5s contro il ministro Boschi, è stata annunciata ieri anche una mozione del centrodestra, questa volta contro l'intero Governo. Come Lega, Fi e Fdi motiveranno il loro atto non è ancora noto, e lo si saprà al momento del deposito del documento. E' chiara invece la finalità, quella di non lasciare a M5s il monopolio dell'opposizione. Questo inasprimento dei toni ha pure bloccato le trattative sui tre giudici costituzionali, rese materialmente difficili dalle sedute "h24" della Commissione Bilancio della Camera impegnata sulla legge di stabilità. Si è così arrivati a una nuova fumata nera e alla necessità di andare avanti con le votazioni a oltranza nei prossimi giorni per tentare di eleggere i tre giudici. Oggi i tre gruppi di centrodestra hanno unito le forze per poter presentare la loro mozione di sfiducia: nessuno di essi, infatti ha i numeri alla Camera per presentare da solo una mozione (servono 63 deputati). Ma la decisione è anche dovuta alla volontà di rafforzare il Patto Lega-Fi-Fdi già all'opera nell'esame della legge di Stabilità. Anche se è vero che tra gli "azzurri" c'è chi ha criticato la linea di accodarsi alla Lega. Diversamente da M5s, la sfiducia proposta dal centrodestra riguarda l'intero governo e non solo il ministro per le Riforme: "Boschi e' solo una figlia di questo governo - ha detto Renato Brunetta - una figlia in conflitto di interessi, ma chi ha i più grandi conflitti di interessi è il presidente Renzi". Per Fi, il cui leader Silvio Berlusconi è stato sempre accusato di conflitto di interessi, è anche una sorta di vendetta poter volgere la stessa accusa al centrosinistra. "Boschi non è che una comparsa - ha detto Matteo Salvini - è Renzi il diretto responsabile di questa strage di italiani". Il Pd definisce con Marina Sereni "infondata" l'accusa di conflitto di interessi, dato che il decreto tutela i correntisti delle banche in crisi e non i manager, tra cui il padre di Boschi. Ma è tutta la maggioranza a respingere l'accusa, compresi i centristi di Ncd e Udc. Anche nel centrodestra c'è chi prende le distanze dagli attacchi al governo su questo tema, come i Conservatori di Raffaele Fitto ("la via giustizialista non porta da nessuna parte" ha detto l'ex ministro di Berlusconi), e il gruppo Ala di Denis Verdini. Che poi ci sia una concorrenza tra centrodestra e M5s lo dimostrano i reciproci appelli affinché venga votata la propria mozione da tutte le opposizioni. Evento che se si realizzasse porterebbe comunque alla bocciature di tutte le mozioni, tanto alla Camera, quanto al Senato. Sta di fatto che queste due iniziative hanno congelato le trattative sui tre giudici della Consulta. Tuttavia sembra vera la metafora del presidente del Senato Pietro Grasso, per il quale "la notte è più scura poco prima dell'alba". Nonostante la mozione contro Boschi il Pd sta stringendo l'accordo con M5s e i centristi su una terna composta da Augusto Barbera, indicato dal Pd, Franco Modugno, da M5s, e un terzo nome di altissimo profilo che potrebbe essere quello di Pietro Rescigno o di Alessandro Pajno (anche se quest'ultimo è in predicato per la presidenza del Consiglio di Stato). Grasso ha parlato della possibilità di arrivare alla fumata bianca "in settimana" ma Lorenzo Dellai (Pi), si sbilancia di più: "forse domani ce la facciamo". Fi, dunque resta tagliata fuori dai giochi, il che darà qualche argomento agli azzurri che non condividono la linea Brunetta di accodamento alla Lega.

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