Legge di stabilità: stop a spot su giochi, canone resta alla Rai

Solo una parte a no tax area pensionati, 600 milioni a Regioni

Divieto di pubblicità su radio e tv durante i giochi a premi. Praticamente per tutto l'arco della giornata, dalle 7 alle 22, i programmi televisivi o radiofonici trasmessi dai media generalisti che prevedono vincite in denaro non potranno trasmettere alcun tipo di spot. Unica eccezione le lotterie nazionali.

Lo stop è stato inserito nella legge di stabilità, in un apposito pacchetto giochi che sintetizza alcune delle misure di riforma del settore, rimaste in sospeso perché non attuate nella delega fiscale. Lo stop alla pubblicità, che già qualcuno quantifica in un danno di decine di milioni di euro per le emittenti, implica anche sanzioni da 100 mila a 500 mila euro, irrogate dall'Autorità delle comunicazioni a chi commissiona i messaggi commerciali, a chi li effettua e anche al proprietario del mezzo con cui viene diffusa.

Allo stesso tempo, secondo quanto previsto dagli emendamenti in materia presentati dal governo, il prelievo erariale unico sulle newslot (awp) viene innalzato al 17,5% (2,5% punti in più rispetto alla misura originariamente prevista dalla manovra) e viene invece ridotto il payout (ovvero la percentuale degli incassi usata per i premi), che passa dal 74% al 70% della raccolta. Le novità proposte dal governo riguardano anche il canone Rai. Nel 2016 maggiori introiti derivanti dal pagamento direttamente in bolletta rimarranno per una percentuale di due terzi in pancia all'azienda pubblica. Il restante terzo servirà invece a coprire l'ampliamento della no tax area per gli over 75, a rimpinguare il fondo taglia-tasse e a finanziare le radio e tv locali, con un tetto però di 50 milioni. Dall'emendamento si evince dunque, come più volte annunciato, l'intenzione del governo di anticipare già all'anno prossimo l'allargamento della no tax area, altrimenti fissato dalla legge al 2017. Il governo punta anche a concedere alle Regioni 600 milioni in più per la riduzione del debito, facendo lievitare quindi l'apposito fondo, inizialmente pari a 1,3 miliardi, a quota 1,9. Un emendamento dei relatori, su cui si sono scatenate polemiche e che potrebbe essere ulteriormente modificato, prevede invece il passaggio di 900 milioni alla Regione Sicilia, anziché 1,4 miliardi come inizialmente previsto. Alle regioni sarà inoltre consentito di reclutare nuovo personale sanitario, tra il primo gennaio al 31 maggio 2016, ricorrendo a forme di lavoro flessibile. Niente più sconti sulle accise infine per i tir inquinanti. Dal primo gennaio 2016 i veicoli euro 2 o di classe inferiore verranno esclusi dall'agevolazione destinata all'autotrasporto. Come tutti gli altri l'emendamento del governo deve essere ancora votato ma porterà risparmi pari a 160 milioni per ciascun anno dal 2016 al 2020, 80 milioni nel 2021 e 40 milioni nel 2022.

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