Volkswagen, Poetsch: 'E' la nostra prova più grande

'Non errore isolato ma catena ininterrotta, entro il 21 aprile 2016 la sintesi dell'esito delle indagini'

"Siamo di fronte a una delle più grandi prove della storia della nostra impresa". Il presidente del consiglio di sorveglianza di Vw Hans-Dieter Poetsch, in una conferenza stampa convocata all'improvviso. Non si è trattato di un errore di una volta, ma di una catena di errori ininterrotta".

"L'azienda - ha detto Poetsch- verrà gestita in modo decentralizzato". "In politica - ha aggiunto il ceo Matthias Mueller - questo principio si chiama sussidiarietà, lo faremo nostro. Questo significa che le sedi regionali avranno maggiore autonomia e maggiore responsabilità".

Poetsch ha assicurato che "verrà messo tutto sul tavolo, nulla finirà sotto il tappeto. Le analisi dell'accaduto saranno complete", ha aggiunto, e "le indagini saranno condotte in modo indipendente. Volkswagen non è ancora in grado per ora di fare i nomi dei responsabili, ma ha individuato "tre fattori" che hanno concorso al dieselgate. Errori e omissioni di singoli", "debolezze in alcuni processi" e "la tolleranza" da parte dell'azienda "di violazioni delle leggi", che purtroppo c'è stata, ha aggiunto, "ed è la cosa più grave". Obiettivo di Volkswagen è dare una "sintesi completa dei risultati" dell'indagine entro l'assemblea generale del 21 aprile 2016.

"In politica questo principio si chiama sussidiarietà, lo faremo nostro. Questo significa che le sedi regionali avranno maggiore autonomia e maggiore responsabilità", ha aggiunto il ceo Matthias Mueller, spiegando la nuova linea adottata da Volkswagen. Le decisioni verranno prese dove ha senso che vadano prese, ha concluso.

Sul dieselgate, ci sono 450 gli esperti al lavoro nelle indagini. Poetsch ha spiegato che si tratta di due gruppi, uno esterno e l'altro interno, di inquirenti. Questo "sistema duale" nell'inchiesta garantirà un chiarimento completo, senza sconti, dell'accaduto.

Volkswagen non è ancora in grado per ora di fare i nomi dei responsabili, ma ha individuato "tre fattori" che hanno concorso al dieselgate: lo ha spiegato il presidente del consiglio di sorveglianza di Vw Hans-Dieter Poetsch. "Errori e omissioni di singoli", "debolezze in alcuni processi" e "la tolleranza" da parte dell'azienda "di violazioni delle leggi", che purtroppo c'è stata, ha aggiunto, "ed è la cosa più grave".

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