Telecom: Niel in Consob, focus su derivati e accordi

Risposte prima di apertura Borsa, in Brasile attesi ricavi -32%

 L'imprenditore francese Xavier Niel, è stato definito un outsider, poi atipico e la sua figura continua a restare in chiaroscuro. Ha passato circa due ore presso la sede della Consob a Roma e se n'è andato a bordo di un van nero con i vetri oscurati. Bocche cucite, almeno fino a domani (oggi, ndr), prima della riapertura dei mercati, quando è attesa una nota che dovrebbe chiarire la natura del suo investimento in Telecom. Niel deve dare un aggiornamento sulla sua quota in Telecom a oggi, precisare quanta parte è in derivati, e che tipo di derivati sono. La Consob infine vuol sapere anche se ci sono accordi con altri soggetti. E tutti sono alla finestra, compresa Vivendi che delle mosse del connazionale si è detta all'oscuro. Il numero uno di Iliad (Free) è spuntato a sorpresa nell'azionariato di Telecom il 29 ottobre e i più hanno dovuto 'googolare' per scoprire chi ci fosse dietro quell'operazione anomala nei tempi e nella forma. Invece di comprare azioni sul mercato Niel ha operato con opzioni e derivati, prima assicurandosi una partecipazione potenziale dell'11%, a stretto giro salendo al 15 per cento. Ci sono voluti un paio di giorni per accorgersi che a secondo del modo in cui questi strumenti sono strutturati l'investimento francese ha una potenzialità diversa. Se fossero opzioni americane, fornirebbero al loro compratore il diritto di comprare (opzione call) ad un prezzo prefissato e la facoltà di vendere o comprare è esercitabile in un qualunque momento fino alla data di scadenza (expiry date). Durante questo periodo (il primo contratto secondo le informazioni rese inizialmente a Consob aveva giugno 2016 come data di regolamento) Niel cercherà di determinare quando e se il prezzo d'esercizio, comparato con il prezzo di mercato corrente dell'attività in questione e con il premio, risulti vantaggioso e sceglierà di esercitare o meno il diritto di comprare o vendere. Se fossero di tipo europeo invece la facoltà di vendere o comprare è limitata alla sola data di scadenza. La settimana è calda, non solo sul fronte del riassetto azionario ma anche del business. Il cda di Tim Participacoes sta esaminando i conti del terzo trimestre che verranno comunicati il 4 novembre. Il 5 novembre sarà la capogruppo a riunire il suo board per approvare i risultati del terzo trimestre ma intanto gli analisti fanno le loro previsioni. In Brasile è atteso un brusco calo per i ricavi (-32,7% a 1.082 milioni di euro) che andranno a pesare sul gruppo. Il consensus vede poi a livello consolidato ricavi nel terzo trimestre in calo del 10,3% a 4.861 milioni di euro. L'ebitda è atteso in calo del 9,9% a 2.021 milioni di euro. I 6 mesi erano stati segnati da accantonamenti per 399 milioni di euro che avevano schiacciano l'utile a 29 milioni di euro. I ricavi erano stati pari a 10,1 miliardi di euro (-3,3% in termini organici), l'ebitda pari a 3,6 miliardi (-15,8%), ebit pari a 1,78 miliardi (-19,9%).

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