Azioni Poste italiane, offerta da oggi. Vale 2,7-3,7 miliardi

'Forchetta' 6-7,5 euro. Mef, conferma a mercati azione riforme

Il lancio del collocamento di azioni di Poste Italiane parte da oggi, con l'obiettivo (se non ci sarà una chiusura anticipata o una proroga del periodo di offerta) dell'avvio delle contrattazioni a Piazza Affari da martedì 27 ottobre. Il Tesoro centra così, e nei tempi previsti, un obiettivo che "rientra nella stagione di riforme che il Governo sta attuando e rappresenta un ulteriore segnale ai mercati di un significativo cambiamento in atto". E' prevista una tranche riservata ai dipendenti, c'è l'incentivo di una bonus share ad un anno, e quello di una generosa politica dei dividendi.

    Sul mercato andrà fino ad un massimo del 34,7% del capitale che salirà al 38,2% (498,3 milioni di azioni) se il Tesoro eserciterà integralmente l'opzione greenshoe prevista. La valorizzazione del capitale della società è stata fissata tra un minimo non vincolante di 7,837 miliardi ed un massimo vincolante solo per l'offerta pubblica (e non per il collocamento istituzionale) di 9,796 miliardi: la forchetta prevista è quindi tra 6 e 7,5 euro per azione. Se ne deduce indicativamente un valore dell'operazione tra 2,7 e 3,7 miliardi.

    Arrivato l'ultimo via libera di Consob con il sì al prospetto informativo, e confermate le indiscrezioni degli ultimi giorni, il Tesoro realizzerà così "il collocamento che rappresenta dopo 16 anni la prima quotazione di una società direttamente controllata": il Ministero dell'Economia lo indica "con soddisfazione" sottolineando che "si tratta di una operazione fondamentale del programma di privatizzazioni del Governo" con l'obiettivo sia di "rafforzare la società" sia di "potenziare il mercato dei capitali e reperire risorse finanziare da destinare alla riduzione del debito". Della quota di azioni che andrà sul mercato il 70% è riservato a investitori istituzionali. Il restante 30% è per il mercato retail (per i lotti sono previste tre diverse opzioni: il lotto minimo da 500 azioni, un intermedio da 2mila azioni, un maggiorato da 5mila azioni), compresa una tranche di 14,9 milioni di azioni che saranno riservate ai dipendenti (ad ognuno saranno garantiti due lotti da 50 azioni l'uno, e per l'acquisto potranno richiedere l'utilizzo del Tfr).

    Poste premierà la "fedeltà" di chi acquisterà azioni al collocamento e le terrà in portafoglio per almeno un anno: è prevista una bonus share del 5% (con l'assegnazione di una azione gratuita ogni venti) che salirà al 10% (una azione gratuita ogni 10) per le azioni dei lotti riservati ai dipendenti.

    Ad incentivare ulteriormente gli investitori concorre la politica dei dividendi fissata dal Cda del gruppo guidato dall'ad Francesco Caio: il consiglio di amministrazione ha deciso che proporrà all'assemblea degli azionisti, alla chiusura degli esercizi 2015 e 2016, "la distribuzione di una percentuale non inferiore all'80% dell'utile netto consolidato di periodo di pertinenza del gruppo'. Il collocamento, salvo proroghe o chiusure anticipate, si chiuderà il 22 ottobre (il giorno prima per la tranche riservata ai dipendenti).

    Il modello di privatizzazione definito, garantisce il Tesoro, "assicurerà la presenza di un azionariato diffuso e la stabilità dell'assetto azionario, anche tenendo conto del servizio di pubblica utilità che Poste Italiane svolge e dei piani di investimento, sviluppo e innovazione digitale che l'Azienda ha avviato".

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