Statali, spuntano i permessi ad ore per le visite mediche

Assenze malattie, si cambia. Aperto il confronto per trovare un accordo

 Prevedere una tipologia di permessi ad hoc per visite specialistiche, che pur rientrando sotto la voce 'malattia', dia la possibilità di usufruirne ad ore. E' l'ipotesi che circola sul tavolo della trattativa tra Aran e sindacati per la definizione di un accordo quadro, chiamato 'pacchetto sociale'. Negoziati che tornano sotto la lente dopo la sentenza del Tar del Lazio. Pronuncia che ha annullato la circolare della Funzione Pubblica secondo cui per le visite si ricorre a permessi per motivi personali e non alla malattia.

La circolare, datata 17 febbraio 2014, firmata dal precedente ministro della P.A. Gianpiero D'Alia, in attuazione del decreto 'spending review bis' del 2013, stabilisce infatti che per visite, terapie, prestazioni specialistiche o esami diagnostici (dalla visita dall'oculista all'ecografia) il dipendente pubblico deve ricorrere ai permessi per documentati motivi personali o strade simili (come permessi brevi). La Flc Cgil ha però presentato ricorso contro le nuove regole ritenendole, spiega il sindacato sul suo sito, "lesive dei diritti dei lavoratori e lesive del diritto alla tutela della salute", anche perché spiega i permessi per motivi personali sono "limitati a pochi giorni".

Il Tra del Lazio, a metà aprile, ha accolto il ricorso, definendo "illegittima" la circolate impugnata, in quanto la materia "trova il suo naturale elemento di attuazione nelle disciplina contrattuale da rivisitare e non in atti generali che impongono modifiche unilaterali". Ciò imprime quindi un'accelerazione alla trattativa, aperta in autunno, in base a un atto di indirizzo del ministero della P.A. Il tavolo vede diversi punti in discussione, tra cui: la disciplina delle assenze per malattia conseguenti agli effetti delle terapie salvavita; il riconoscimento dei permessi per motivi di studio anche al personale assunto a termine; il contingentamento dei permessi su base oraria.

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