Lavoratori delle acciaierie di Terni davanti Europarlamento

Delegazione da rappresentanti Concorrenza Commissione Ue

Delegazione da rappresentanti Concorrenza Commissione Ue - Una delegazione ristretta delle acciaierie Ast di Terni, accompagnata dal presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini e dai vicepresidenti dell'Europarlamento Davide Sassoli (Pd) e Antonio Tajani (Fi) sono stati ricevuti da rappresentanti di gabinetto della nuova commissaria alla Concorrenza, la danese Margrethe Vestager. L'obiettivo della strategia è - dati tecnici alla mano - "lavorare sui punti deboli" della posizione della Thyssen, dimostrando che "non sta applicando il piano industriale come dovrebbe", spiega Tajani in una riunione della delegazione di Ast con gli eurodeputati italiani all'Europarlamento. Al centro della questione, sta il fatto di riuscire a provare che la ristrutturazione della parte caldo dell'impianto ha un'impatto anche su quella a freddo. D'altra parte Sassoli, nel corso della stessa riunione al Parlamento Ue invita tutti gli eurodeputati delle forze in campo, che si sono dimostrati "compatti" sulla questione, a sottoscrivere un documento a sostegno di Ast Terni, da inviare, accompagnato da lettere alla commissaria Vestager per sensibilizzarla sul tema.

Sono 160 i lavoratori delle acciaierie Ast di Terni che hanno manifestato a Bruxelles. Con loro anche i rappresentanti delle istituzioni umbre, a partire dai presidenti della Regione Catiuscia Marini e del consiglio regionale Eros Brega. "E' importante richiamare l'attenzione delle istituzioni europee che hanno alcune, come la Commissione europea, grandi responsabilità sulla situazione in cui si trova Ast per le decisioni che hanno assunto in passato, in materia di concorrenza e produzione industriale - spiega Marini -. Poi perché siamo convinti che una parte delle decisioni sull'acciaio risponda alle regole delle istituzioni Ue ma anche alle politica industriale che sulla siderurgia si vuole fare. Non si può ridimensionare e ridurre la capacità produttiva di siti industriali come quello di Terni a vantaggio dell'introduzione, nel mercato Ue, di acciaio che proviene in gran parte da altre aree del mondo, a cominciare dall'Asia. Quindi chiediamo una riflessione su questo a Europarlamento e Commissione, che hanno poteri per dare alcuni indirizzi di politica industriale". Quanto alla parte che spetta alla politica nazionale, il presidente della Regione Umbria aggiunge: "vedremo giovedì col governo. Intanto vedo autorevoli esponenti della Confindustria nazionale che cominciano a parlare del settore come di rilevante interesse nazionale, su cui adottare provvedimenti specifici. Come istituzioni locali condividiamo. E' una strada su cui confrontarci".

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