Piazza Affari chiude pesante (-2,4%) dopo test Bce

Male comparto bancario, a picco Mps e Carige

La borsa di Milano chiude in profondo rosso, affossata dai titoli bancari all'indomani dei test della Bce. Il Ftse Mib ha ceduto il 2,4%, a 19.028 punti. A picco Mps (-21,5%) e Carige (-17,19%), bocciati negli esami condotti dall'Eurotower. L'istituto senese ha perso il 21,5% a 0,78 euro, tra scambi pari al 6% del capitale. Quello genovese il 17,19%, con il 2,6% del capitale passato di mano. Pioggia di vendite su tutto il comparto, risultato il più bisognoso di capitale nell'esame Bce.

L'asset quality review della Bce, condotta sui bilanci 2013 di 131 istituti europei, aveva individuato 25 banche sottocapitalizzate, di cui nove in Italia. Ma le misure di rafforzamento patrimoniale attuate dai nostri istituti nel corso del 2014 hanno fatto finire dietro la lavagna dell'Eurotower le sole Mps e Carige, per le quali è stato individuato un deficit patrimoniale, rispettivamente, di 2,1 miliardi e 814 milioni. Gli analisti, da Intermonte a Kepler Cheuvreux, da Mediobanca a Banca Imi, hanno giudicato complessivamente positivo il risultato per il sistema italiano. Nonostante ciò, e nonostante le rassicurazioni di Bankitalia (che ha definito "solido" il nostro sistema bancario), le vendite hanno colpito tutto il comparto, con forti ribassi per Ubi Banca (-5,15%), Bpm (-4,43%), Bper (-4,23%), Mediobanca (-3,35%), Intesa Sanpaolo (-3,14%) e Unicredit (-2,55%), alcune delle quali hanno superato in scioltezza il test della Bce. Banca Carige ha già annunciato che coprirà lo 'shortfall' di capitale attraverso la cessione delle compagnie assicurative, della banca Cesare Ponti e di Creditis (credito al consumo) e il varo di un aumento di capitale da almeno mezzo miliardo, già garantito fino a 650 milioni da Mediobanca. Mps ha invece dato mandato a Citigroup e Ubs per valutare le "opzioni strategiche" con cui trovare 2,1 miliardi. Per recuperare risorse, secondo voci circolate sul mercato, il Monte potrebbe emettere anche i cosiddetti Coco-bond, titoli ibridi ad alto rendimento che possono essere computati negli indici di capitale.

Chiudono in calo anche Londra con l'indice Ftse-100 cede lo 0,40% a 6.388,73 punti e Parigi che chiude le contrattazioni in negativo con l'indice Cac 40 che ha perso lo 0,78% a 4.096,74 punti.

La Banca centrale europea ha comprato 1,7 miliardi di covered bond nella prima settimana dal lancio del nuovo programma. Si tratta di titoli a basso rischio emessi principalmente dalle banche.

Recuperano terreno le Borse europee a metà pomeriggio, dopo che la Bce ha reso noto di aver acquistato 1,7 miliardi di euro di covered bond nella prima settimana di attività sui mercati. Milano cede il l'1,4%, dimezzando i ribassi rispetto ai minimi di seduta. Londra perde lo 0,6%, Parigi l'1,1% e Francoforte l'1,2%. A Wall Street il Dow Jones riacciuffa la parità.

I mercati europei in mattinata sono stati trascinati al ribasso dai titoli bancari il giorno dopo gli stress test della Bce.

Moody's: bene Bce ma per fiducia serve tempo. Gli stress test della Bce e dell'Eba sono "un importante passo verso un credibile meccanismo di supervisione singola nell'area euro: i risultati sono positivi da un punto di vista del credito per i creditori degli istituti di Eurolandia". Lo afferma Moody's in una nota, sottolineando che l'obiettivo della Bce di riportare fiducia richiederà tempo e potrebbe essere reso più difficile dal contesto operativo. A questo si aggiunge il fatto che alcune banche hanno superato gli stress test per poco.

S&P: possibili conseguenze rating banche, occhi su Carige. Gli stress test della Bce potrebbero avere "immediate implicazioni per i rating" di poche banche nel momento in cui le analisi incorporeranno i dati della Bce. Lo comunica Standard & Poor's in una nota, spiegando che sette banche europee escono dai test con effettive esigenze di capitale ancora da colmare, e che di queste tre ricevono un rating da S&P: Permanente Tsb, Banca Carige e Banco Comercial Portugues.

Mps e Carige entrano agli scambi in Borsa e crollano dopo la bocciatura della Bce. Secondo gli analisti di Equita per Mps, bocciata agli stress test con un fabbisogno di capitale da 2,1 miliardi (comprende anche il miliardo di Monti Bond), la Bce "non ha permesso di incorporare i benefici del piano di ristrutturazione approvato dall'Ue e ha imposto di ipotizzare il rimborso di 750 milioni di Monti bond: secondo noi emerge una moral suasion evidente per considerare a breve ipotesi di aggregazione". Secondo gli esperti quindi bisogna ipotizzare "un aumento di capitale da 1,5 miliardi" anche perché Mps "non dispone di molte alternative ad un nuovo aumento: la cessione della quota nella joint venture assicurativa potrebbe garantire un contributo di soli 280 milioni". Per gli analisti di Ig inoltre "la mancanza di un piano dettagliato sulle prossime strategie da attuare per ricoprire le esigenze di capitale legate agli stress test, può alimentare la speculazione del mercato verso un possibile aumento di capitale". "Il deficit risulta essere troppo elevato da essere colmato solo con l'emissione di un bond Tier 1 o dalla cessione di rami di azienda, come Consum.it.

L'ipotesi poi di una fusione o vendita rimangono molto improbabili al momento, sia per le notevoli dimensioni dell'istituto sia per la difficoltà che la banca sta incontrando nel recuperare redditività. Il mercato potrebbe portare il titolo verso i minimi di due settimane fa". Per Carige, poi, bocciata con uno shortfall di 813 milioni, la banca ha già optato per un aumento capitale fino a 650 milioni. Equita ricorda che "Carige è evidentemente destinata ad un'aggregazione, ma in vista dell'aumento di capitale manteniamo una view cauta". Ig invece ritiene che Genova "grazie alle garanzie di Mediobanca" potrà "riuscire a colmare lo shortfall di capitale evidenziato dagli stress test. Rispetto a Mps, crediamo che Carige possa essere coinvolta nel processo di consolidamento del settore bancario italiano che pensiamo possa partire a inizio 2015".

Borse asiatiche e futures in rialzo dopo che la maggior parte delle banche europee hanno superato gli esami della Bce. Ad eccezione dei listini cinesi, che cedono il passo, Tokyo ha guadagnato quasi un punto percentuale (+0,96%) così come Sidney (+0,86%). L'indice che sintetizza l'andamento dei mercati del Far East segna un rialzo dello 0,6% circa. Intanto le indicazioni sulle aperture dei mercati in Europa sono positive. In rialzo anche il future sull'indice Standard & Poor's 500 (+0,2%).

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