Tfr in busta paga, un tesoretto da 13 miliardi

Ecco a chi spetta e come è utilizzato al momento

Un tesoretto per rilanciare i consumi, per finanziare la previdenza integrativa, per fare fronte alle difficoltà nei casi di perdita dell'occupazione, per comprare la casa: il tfr, detto anche liquidazione, viene di volta in volta chiamato in causa come la soluzione possibile di fronte alle difficoltà dei conti pubblici e i problemi delle singoli persone. Il Tfr vale ogni anno per tutti i lavoratori dipendenti nel complesso tra i 25 e i 26 miliardi. Ecco in estrema sintesi a chi spetta e come è utilizzato al momento:

SPETTA A TUTTI I LAVORATORI SUBORDINATI, E' PARI ALLA RETRIBUZIONE ANNUALE DIVISA 13,5. In pratica ogni anno viene accantonato dall'azienda circa un mese di retribuzione. Dopo 8 anni di servizio presso lo stesso datore di lavoro i lavoratori possono chiedere al datore di lavoro un'anticipazione fino al 70% del Tfr maturato alla data della richiesta per spese sanitarie straordinarie, per la formazione o per l'acquisto della prima casa per sè o per i figli. L'anticipazione può essere ottenuta una sola volta nel corso del rapporto di lavoro.

PREVIDENZA INTEGRATIVA: Il Tfr può essere utilizzato per alimentare la propria prestazione previdenziale versandolo a un fondo di previdenza integrativa. Dal 2007 è cambiata la normativa con l'introduzione del silenzio assenso. Chi non dice esplicitamente come vuole utilizzarlo avrà il proprio Tfr versato al fondo previdenziale di categoria. Si può con una comunicazione all'azienda lasciare il proprio Tfr nell'impresa. Per le imprese con oltre 50 dipendenti il Tfr maturando viene versato in un fondo presso l'Inps gestito dal ministero dell'Economia (ci vanno circa sei miliardi l'anno) ma per il dipendente non cambia nulla, se ha chiesto di lasciarlo presso l'impresa una volta concluso il rapporto di lavoro riceverà direttamente l'intero importo maturato.

RIVALUTAZIONE TFR: Per il Tfr maturato prima della decisione sul versamento ai fondi pensione e per chi lo lascia in azienda la rivalutazione è fissata all'1,5% annuo fisso al quale si aggiunge il 75% dell'inflazione. Per chi ha il Tfr nei fondi integrativi il montante si rivaluta sulla base degli investimenti fatti (su base più o meno prudente).

TASSAZIONE: Al momento in cui si riceve il Tfr l'importo viene tassato con l'aliquota relativa alla media del proprio stipendio degli ultimi cinque anni. Viene inoltre tassato il rendimento del Tfr (l'1,5% più il 75% dell'inflazione) all'11%.

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