Ucraina: Coldiretti, manovre Nato 'affondano' pesca Tirreno

Per 20 giorni stop attività barche, sos compensazioni a ministro

Le manovre delle forze Nato conseguenti alla crisi in Ucraina hanno bloccato le attività di pesca nel Tirreno, con gravi ripercussioni per le imprese ittiche già provate dalla crisi.

A denunciarlo è Coldiretti Impresapesca dopo il fermo conseguente alle esercitazioni militari dell'Alleanza atlantica che impedirà per venti giorni la pesca nel mare della Toscana e della Liguria. Un blocco che, di fatto, congela l'attività delle barche fino al 24 maggio senza che sia stata prevista alcuna forma di sostegno economico per armatori e lavoratori, mentre il pesce del Tirreno sparirà dalle tavole dei cittadini, con il concreto rischio di essere sostituito da prodotti di importazione.

Un danno considerevole - accusa Coldiretti Impresapesca - che va ad aggravare una situazione difficile per il comparto, considerato anche il crollo dei consumi domestici di pesce fresco naturale, calati del 5 per cento nel 2013. Da qui la richiesta di Coldiretti Impresapesca al Ministero delle Politiche agricole di convocare un tavolo per dare soluzione al problema dell'interruzione del lavoro che si potrebbe risolvere, in carenza di risorse, anche con la compensazione con i periodi fermo biologico 2014. Ma si chiede anche l'immediata attivazione degli ammortizzatori sociali per gli equipaggi.

La crisi in Ucraina - conclude Coldiretti - continua dunque ad avere ripercussioni sul settore agroalimentare, con il prezzo mondiale del grano che è schizzato di circa il 30 per cento in soli tre mesi e ha superato il valore massimo da un anno ad oltre 7,3 dollari per bushel per le consegne a luglio al Chicago Board of Trade.

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