Manzini, Schiavone indaga dall' ospedale

Il vicequestore torna in Ah l'amore l'amore

ANTONIO MANZINI, AH L'AMORE L'AMORE (SELLERIO, PP 335, EURO 15). Un proiettile "piccolo e infido" ha frantumato un rene a Rocco Schiavone. Il vicequestore è in ospedale, ad Aosta, e si annoia tra brodini con le stelline e bollito. Nel nuovo romanzo di Antonio Manzini, 'Ah l'amore l'amore', pubblicato da Sellerio, ripartiamo dalla fine del precedente libro 'Rien ne va plus' dove avevamo lasciato Rocco ferito in un lago di sangue. Colpito in uno scontro a fuoco durante l'arresto di una banda di falsari e rapinatori responsabili di un duplice omicidio a Saint-Vincent, il vicequestore ha perso un rene ma è irrequieto e non riesce a reprime il suo istinto da sbirro.
    Schiavone, che nella fortunata serie in onda su Rai2 è interpretato da Marco Giallini, ha conquistato il cuore dei lettori con il suo anticonformismo , ma non smette mai di stupirci e questa volta indaga dalle corsie dell'ospedale dove lo sguardo sulla realtà diventa più introspettivo. Negli stessi giorni in cui lui è ricoverato, un altro paziente, l'imprenditore Roberto Sirchia, ha perso la vita in un intervento chirurgico simile al suo. Tutto sembra sia dipeso da una sacca da trasfusione con il gruppo sanguigno sbagliato. La vedova e il figlio dell'imprenditore si scagliano contro la malasanità, ma a Rocco non convince questa ipotesi. Anche perchè ha molta stima del primario, il dottor Filippo Negri, che sarebbe il principale responsabile dell'errore. "I capelli bianchi pettinati come un vecchio senatore della Democrazia Cristiana, basso, cicciotello, con il naso che sembrava attaccato direttamente agli occhiali, gli ricordava un gnomo delle favole, quei personaggi piccoli e industriosi di cui ti puoi fidare ciecamente": ecco il ritratto di Negri fatto da Manzini, che è anche sceneggiatore, ed ecco che Rocco capisce di dover indagare fuori dall'ospedale. "Lì dentro il tempo era sospeso, a regolare l'esistenza e la cadenza temporale erano i dolori,le pillole, analisi e prelievi. E le visite" racconta Manzini nelle oltre 330 pagine di 'Ah l'amore l'amore' che ha cominciato la serie con protagonista Schiavone nel 2013 con 'Pista nera'.
    Con il suo stile dissacrante, il vicequestore di stanza ad Aosta, comincia a guidare a distanza la sua squadra, ma è difficile dai corridoi dell'ospedale, che riempie di fumo di ogni tipo, raccogliere indizi, scavare nella vita dell'imprenditore, trovare il movente. "Ma possibile che solo io penso che sia un omicidio?" dice ad un certo punto Rocco che si affida sempre di più al suo intuito. Tra i riti e le atmosfere ospedaliere, gli odori e il cibo immangiabile, in malinconiche giornate di pioggia, Schiavone, ormai vicino ai cinquant'anni, diventa un po' più morbido. C'e' sempre un'ombra che lo segue lì fuori ,ma forse si affaccia anche un nuovo amore e le vicende private della sua squadra hanno maggior peso in questo caso.
    Fino al primo giorno fuori dall'ospedale che Schiavone vive in sella alla Triumph Bonneville, senza casco. E poi, è un po' stanco, ma è perchè si apre sempre, a modo suo, alla vita.
    (ANSA).
   

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