Franco Arminio, l'amore come politica

Poeta e paesologo, dai versi all'impegno civile

FRANCO ARMINIO, 'L'INFINITO SENZA FARCI CASO. POESIE D'AMORE' (BOMPIANI, PP. 122, EURO 14,00) Che ci fa un poeta che incanta la rete parlando d'amore nelle piazze affollate dei piccoli paesi a predicare il ripopolamento? E' la contraddizione della ''nicchia di culto'' in cui vive Franco Arminio, poeta appunto ma anche ''paesologo'', come ama definirsi lui, impegnato in una moltitudine di sfumature della definizione stessa di 'impegno', che va dalla politica alla sessualità. ''Perché se è il momento delle sardine io direi che la poesia è un tonno'', chiosa. ''Personalmente credo molto nella rete ma non basta metterci solo i propri testi, bisogna starci con il proprio corpo e la propria vita. Paradossalmente la rete, che è il mondo digitale, esalta di più quello rurale. Ed io, che non ho mai lasciato il paese dove sono nato (Bisaccia, in provincia di Avellino, il 19 febbraio del 1960 ndr), mi trovo molto a mio agio. Non è contraddittorio''.

    Ora torna ai versi con una bellissima raccolta, ''L'infinito senza farci caso. Poesie d'amore', appena uscita per Bompiani, che parla appunto di sentimenti. ''La poesia è il farmaco della vita, abbiamo consumato ogni tipo di consolazione e fuga dalla realtà, la politica, lo yoga, il corso di tango. Ma i miei lettori sono tanti, da quelli colti a quelli improvvisati ed io voglio parlare a tutti. Quest'ultimo libro parla d'amore, e in questo c'è un versante politico importante, perché riprendere a fare l'amore è anche una questione politica. Parliamo delle relazioni delle persone. Gli apparati, le forme che diamo ai nostri sentimenti spesso non corrispondono alle nostre esigenze, per questo parlo di intimità provvisoria. La nostra testa è un luogo sopravvalutato. Il mio è amore anche per i luoghi, è anticapitalista , è l'opposto della globalizzazione. Produciamo una buona politica amandoci meglio''.
    Una ricerca che nella poesia di Arminio sembra non avere fine: ''Prima di morire troverò/ quello che cerco./ E se non accade/ cercherò anche dopo,/ getterò i miei atomi allo sbaraglio/ nell'universo/ ti cercherò/ dentro un albero/, una tegola/ una scarpa'', scrive. Una passione che è declinata anche come civile. ''Le mie due passioni, quella della poesia e quella civile, si intersecano nella mia vita quotidiana, nelle battaglie che vanno da quelle contro le discariche allo spopolamento dei piccoli paesi dell'Appennino. La passione civile per me è una risposta all'angoscia, alla tristezza, alla sfiducia, al catalogo dei fallimenti che incontro nei miei infiniti viaggi nei piccoli luoghi d'Italia. E' qui che la politica dovrebbe venire, fisicamente, a dimostrare la sua capacità di esistere''.
    Lui intanto domani va dal ministro per il Sud, Giuseppe Provenzano, ''per affrontare il tema dello spopolamento, perché il ritorno ai paesi farebbe bene alle infinite caste che ci sono in Italia. Bisogna costruire occasioni di lavoro, fare un grande progetto per l'Appennino''. 
   

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