Handke e l'ape de 'La ladra di frutta'

Il nuovo romanzo del Nobel per la Letteratura 2019

 PETER HANDKE, LA LADRA DI FRUTTA (GUANDA, PP 426, EURO 20,00). Parte da una puntura d'ape, la prima dell'anno, l'esplorazione che compie Peter Handke nel suo nuovo libro 'La ladra di frutta', in libreria il 21 novembre per Guanda nella traduzione di Alessandra Iadicicco.
 'Ultimo epos' come ne parla il Premio Nobel per la Letteratura 2019, questo romanzo si apre con un'immagine luminosa, di libertà. Lo scrittore, che nel 2014 aveva auspicato l'abolizione del prestigioso riconoscimento dell'Accademia svedese, ci porta a un giorno di mezza estate, quando con piacere si cammina a piedi nudi nell'erba e la puntura di un ape diventa un segno. "La puntura mi dava il segnale...di partenza. E' tempo che tu ti metta in cammino. Strappati via dal giardino e da questa contrada. Vattene. L'ora di partire è arrivata" scrive Handke, anche sceneggiatore di 'Falso movimento' e de 'Il cielo sopra Berlino' dell'amico Wim Wenders . Lasciati i volumi che stava leggendo, i taccuini e diari, per il narratore è il momento di salutare la "baia di nessuno", la casa nei pressi di Parigi, per mettersi in cammino verso il Vexin, in Piccardia, ripercorrendo l'itinerario compiuto, in un tempo indefinito, dalla ladra di frutta. "Con un bagaglio evidentemente pesante, camminava veloce, con passi ora decisi, ora esitanti, come se giocasse il gioco dell'inferno e paradiso" scrive Handke che da 25 anni almeno vive in Francia, a Chaville, sul limitare di un bosco, vicino a Parigi, dove risiede la figlia Amina.
    Nelle 426 pagine del libro ci confrontiamo continuamente con la presenza reale e immaginaria di questa figura che in un gioco di specchi finisce per confondersi e sovrapporsi con il viaggio del narratore.
    Sfuggente, "afflitta dalla smania di vagare", sempre pronta a uscire dalla strada maestra per assaporare i frutti di orti e frutteti, la ragazza sta cercando la madre, scomparsa da un anno dopo aver lasciato improvvisamente il suo posto di dirigente in banca.
    Grande protagonista del romanzo è la natura, i campi di stoppie, la boscaglia, ma soprattutto il contatto con essa: "di tanto in tanto si chinava per raccogliere una spiga di grano sospinta dal vento sull'asfalto e sulla ghiaia, e se la infilava dietro l'orecchio come una sigaretta" .
    Tra incontri, peripezie, folgorazioni, viene celebrato, in una grande festa che sconfina nell'immaginazione, il vagare e tutte quelle deviazioni "verso i frutteti estranei; la mossa di scartare dal percorso; lo sciamare; il prendere qualcosa e farlo suo" che regalano doni inaspettati. Così il viaggio stimolato da un ape, che non è morta dopo aver punto ma è volata via rinvigorita, la ricerca della madre della ragazza di frutta, che in qualche modo ci riporta a 'Infelicita' senza desideri' in cui Handke ha raccontato il suicidio di sua madre, è profondamente fisico e meravigliosamente interiore. Handke, che è originario di Griffen, in Carinzia, dove è nato nel 1942, ne 'La ladra di frutta' sembra sia riuscito a seguire il soffio della poesia nei dettagli minimi, in un gioco di astrazioni, allusioni e simbolismi che sono caratteristici della sua opera.  (ANSA).
   

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