Carissimi, i segreti di una famiglia

Enigmi e sentimenti nel romanzo 'epistolare' di Letizia Muratori

 LETIZIA MURATORI, CARISSIMI (LA NAVE DI TESEO, PP.224, EURO 17) - Le radici che fanno da zavorra al presente, la sincerità sbandierata e le falsità nascoste dalla cortesia apparente, le parole taglienti e i ricordi che fanno male, la solitudine di ognuno e il desiderio di contrastarla con il calore familiare: il sapore agrodolce di "Carissimi", il nuovo libro di Letizia Muratori edito da La nave di Teseo, è già racchiuso tutto nel titolo, e subito rafforzato dall'autrice, capace di scavare con le parole nei segreti dell'anima.
    Con la sua struttura originale - il libro è una raccolta di lettere che i vari personaggi si scrivono gli uni con gli altri, intervallata da momenti di narrazione più classica, in terza persona - "Carissimi" invita alla lettura di una storia che indaga la famiglia, mettendo sotto i riflettori la complessità dei rapporti, le fragilità, le bassezze, le ripicche e il bagaglio di quel pesante non detto che ogni persona si porta dietro, e ancora quei segreti di famiglia che forse è meglio non rivelare; ma nel libro c'è spazio anche per l'amore con tutte le sue trasformazioni.
    La trama del romanzo vede al centro Nurit Camerini, diciottenne che sa di essere nata da un'inseminazione artificiale.
    Contrariamente da quanto accade di solito, la ragazza ha conosciuto dai genitori il nome del padre biologico, Giorgio Amati, facendo in tempo, prima che quest'ultimo morisse, a instaurare un rapporto epistolare con lui. Ora decide di ricercare le proprie radici attraverso la realizzazione di un documentario che coinvolga tutta la famiglia Amati, i figli di Giorgio e sua moglie, ma anche i suoi fratelli in Israele.
    Per contattarli, Nurit sceglie di scrivere lettere nelle quali fa domande indiscrete, precise, sollevando più di un malumore e molti ricordi: non tutte le persone a cui scrive - i "carissimi" del titolo - reagiscono infatti allo stesso modo nei confronti di questa ragazza che, pur non volendosi porre come una parente acquisita, è determinata a conoscere e a trovare sincerità in questa nuova famiglia, lontana eppure in qualche modo a lei vicina.
    La dimensione familiare nelle mani dell'autrice diviene dunque terreno d'indagine, quasi di studio, per esplorare sentimenti e frustrazioni, peccati nascosti e mancanze affettive, ma anche per andare indietro nel tempo, dentro quella grande Storia di cui tutti siamo figli. Il risultato è un libro che, nel solco di una lunga parabola spazio-temporale (dalle leggi razziali a internet, dall'Italia a Israele), coinvolge e apre prospettive e spunti di riflessione, anche su noi stessi e sui nostri rapporti familiari: sarà forse possibile ritrovarsi e riconoscersi nello scontro tra caratteri, nel confronto tra delusioni e aspettative e in quelle differenze, anche linguistiche, che da sempre separano, anche se mai definitivamente, le generazioni dei nonni, dei padri e dei figli. 
   

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