Lara Prescott, dietro le quinte di Zivago

Il romanzo d'esordio della scrittrice americana

LARA PRESCOTT, NON SIAMO MAI STATI QUI (DEA PLANETA, PP 446, EURO 18,00). E' andata a cercare i segreti, le parole non dette. Lara Prescott ha scavato dietro le quinte di un capolavoro della letteratura, di un romanzo più forte della censura, che appartiene a un tempo in cui si credeva che i libri potessero cambiare la storia, 'Il dottor Zivago' del Premio Nobel Boris Pasternak. E' nato così 'Non siamo mai stati qui' con cui la scrittrice americana esordisce nella narrativa, pubblicato in Italia da DeA Planeta nella traduzione di Chiara Baffa. Il romanzo è in corso di pubblicazione in 30 paesi e diventerà un film.
    "La prima volta ho letto 'Il dottor Zivago' al liceo e da allora ogni due anni tornavo a leggerlo ed era sempre un'esperienza diversa. Mi ha accompagnata tutta la vita, ma la scintilla che mi ha spinto a scrivere 'Non siamo mai stati qui' è scattata quando mio padre mi ha parlato dei 29 documenti tra circolari e rapporti sulla missione segreta Zivago, resi pubblici dalla Cia nel 2014, da cui si capisce chiaramente come il romanzo sia stato utilizzato come strumento di propaganda, come arma per far cambiare opinione al mondo intero negli anni della Guerra Fredda" spiega all'ANSA la Prescott, 37 anni, che vive a Austin, in Texas, con il marito, è laureata in scienze politiche e ha lavorato a Whashington D.C. come autrice di discorsi politici e poi nella pubblicità.
    "Se non avessi letto i documenti secretati non avrei potuto cogliere molti elementi di verità e raccontare la vita delle dattilografe che lavoravano alla sede centrale della Cia, a Whashington. Alcune, come Irina nel libro, muovevano i loro primi passi nel mondo maschile dello spionaggio. Ma nessuno parla più di loro. In questo libro ho voluto rendere giustizia a queste donne cancellate dalla storia" racconta.
    Il romanzo si apre nel 1949 a Mosca quando Olga Ivinskaja, la scrittrice e poetessa russa, amante di Pasternak, che ha ispirato il personaggio di Lara, viene prelevata da casa e sbattuta in una cella. Gli uomini con il completo nero vogliono sapere se Pasternak sta lavorando a un'opera sovversiva, che può gettare cattiva luce sul regime sovietico. Nelle 440 pagine del romanzo i capitoli sull'Est si alternano a quelli dedicati all'Ovest dove troviamo la giovane Irina arruolata come dattilografa e presto promossa al ruolo di spia che cerca di aggirare il bando che vieta la pubblicazione di Zivago in Unione Sovietica sfruttando l'arma più sottovalutata, il potere delle parole. "Mi ha sempre affascinata la capacità che hanno le parole di cambiare il cuore e il pensiero delle persone. Per me è stato così quando ho letto Tony Morrison e tanti altri. E anche se oggi non vengono utilizzate dal governo come strumenti di propaganda hanno sempre un grande impatto sulla vita" sottolinea la scrittrice che, non a caso, ha il nome della protagonista del romanzo di Pasternak.
    "E' stata mia madre a sceglierlo. E' sempre stata una fan del libro e del film su Zivago del '65 con Omar Sharif e Julie Christie. I miei genitori sono grandi lettori e appassionati di cinema. Sono cresciuta tra i libri" racconta la Prescott che nel suo libro fa riferimento a "eventi reali romanzati". "E' vero - dice - che queste giovani donne muovevano i loro primi passi nel mondo maschile dello spionaggio, per quanto riguarda l'Ovest.
    Mentre per la parte che si rivolge ad Est mi sono basata su fonti primarie. Ho usato come documento principale l'autobiografia di Olga 'Prigionieri del tempo' per cogliere gli elementi più veri e l'essenza dell'amore per Boris. Ma la parte più bella della fiction è quella di poter inventare dettagli, dialoghi" spiega la scrittrice che ha lavorato 4 anni a questo libro facendo ampie ricerche di documentazione sulla storia e il capolavoro proibito di Pasternak che fu pubblicato per la prima volta nel 1957 in Italia da Giangiacomo Feltrinelli. "E' stato una persona straordinaria e coraggiosa.
    Giangiacomo Feltrinelli non ha mai ceduto alle pressioni dell'Unione Sovietica che voleva fermare la pubblicazione" sottolinea la scrittrice. "L'Italia è stata anche il primo paese a comprare il mio libro quando gli agenti hanno aperto l'asta" dice la Prescott che collaborerà al film tratto da 'Non siamo mai stati qui'. "Non scriverò la sceneggiatura, sarò produttrice esecutiva e consulente. Stanno valutando sia il cast, che gli sceneggiatori e il regista. Mi piacerebbe che ci fossero anche attori emergenti. Certo, se dovessi esprimere un desiderio per Olga vedrei bene Nicole Kidman, per Boris l'attore svedese Alexander Skarsgård e per Irina Emily Watson" racconta la scrittrice e annuncia che 'Non siamo mai stati qui' potrebbe diventare anche una serie tv. (ANSA).
   

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