Edugyan, uno schiavo sul nemboveliero

Orrori dello schiavismo sullo sfondo di un romanzo d'avventure

 (ANSA) - ROMA, 21 OTT - ESI EDUGYAN, 'LE AVVENTURE DI WASHINGTON BLACK' (NERI POZZA, pp. 398 - 18,00 euro - Traduzione di Ada Arduini).
    Il Nemboveliero ideato da Christopher Wilde che vi trascina con sé, in una fuga per la salvezza, il giovane schiavo di colore Washington Black, non può non ricordare, fatte le debite differenze, la Ferrovia Sotterranea di Colson Whitehead, con quell'unire vie fantastiche di liberazione alla denuncia feroce e la narrazione cruda, dura, spietata, tutta sangue, torture e sfruttamento cieco come solo ultimamente viene fatto della vita degli schiavi nell'America della prima metà dell'Ottocento.
    Quindi ecco un avvincente, a tratti divertente, in alcuni momenti persino commovente romanzo d'avventure col suo risvolto storico noir.
    Qui in realtà siamo in una piantagione di canne da zucchero alle Barbados di proprietà di una famiglia inglese, ma la vita degli schiavi neri non è assolutamente diversa, per lavoro sino allo sfinimento e violenza cieca di ogni punizione e gratuita ferocia, da quella di chi è impiegato nei campi di cotone nel sud degli Stati Uniti. E se ci sono padroni con un barlume di umanità, così ne esistono di sadici senza remore, come Erasmus Wilde che arriva alla piantagione appena ereditata a imporvi le sue regole del terrore.
    E' li che vive e lavora dall'alba al tramonto nei campi Washington Black, detto Wash, sin da quando era un bambino che potremmo dire aveva da poco imparato a camminare e ha ora undici anni Erasmus Black, praticamente un orfano accudito per quel che è possibile da Kit, una vecchia sformata, sopravvissuta grande e grossa schiava nera. E' li che arriva Christopher Wilde, detto Titch, fratello del padrone, ma scienziato naturalista appartenente alla prestigiosa Royal Society di Londra e inventore, per mettere a punto e sperimentare il suo Nemboveliero, specie di sofisticato pallone aerostatico, cui verrà assegnato uno spaventatissimo Wash come valletto aiutante.
    Il ragazzo scoprirà presto che il nuovo padrone, o almeno l'uomo da cui dipende, è assai diverso per natura e umanità dal fratello, in più ha bisogno di una persona che lo possa davvero aiutare e quindi che sappia leggere e scrivere, senza contare che si accorgerà presto del grande dono che ha Wash per il disegno, la capacità incredibile di riprodurre insetti e piante viste nelle esplorazioni giornaliere, cosa apprezzatissima perché in epoca in cui non esisteva ancora la fotografia era essenziale per illustrare e documentare ogni ricerca e testo scientifico. La vita di Wash, che lui vive sempre in pericoloso bilico tra il temuto ritorno ai campi e quel che sta facendo di nuovo, cambia sostanzialmente con la paura di quel che accadrà il giorno che Titch dovesse tornarsene in Inghilterra.
    Giorno dopo giorno anche il Nemboveliero viene montato in cima a un colle per prepararlo ai primi voli sperimentali, finché non accade qualcosa di tragico che per Wash comporterebbe sicuramente una punizione esemplare se non la morte, che mette nei guai anche Titch, il quale decide quindi di fuggire subito portando con sé il ragazzo, indispensabile ma anche oramai quasi un amico, utilizzando il suo mezzo di trasporto volante pur senza prima averlo potuto ben sperimentare. Inizia qui una girandola di incredibili avventure che porteranno i due, Wash sempre inseguito dal suo passato e bollato come schiavo fuggiasco e Titch che insegue le sue ricerche, ma oramai legati profondamente, ora assieme, ora cercandosi separati in giro per il mondo, passando di avventura in avventura, di incontro in incontro dall'Olanda all'Artico al Marocco in questo avvincente romanzo molto cinematografico d'invenzioni pop e di momenti d'attenzione psicologica della Edugyan, scrittrice canadese di origini africane. (ANSA).
   

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