Come vivere senza plastica

Nicoli-Spadaro, serve rivoluzione culturale di governi e cittadini

ELISA NICOLI - CHIARA SPADARO, 'PLASTICA ADDIO. FARE A MENO DELLA PLASTICA: ISTRUZIONI PER UN MONDO E UNA VITA 'ZERO WASTE' (ALTRECONOMIA, pp. 208, euro 14,50) - Quasi sei miliardi e mezzo di tonnellate di rifiuti di plastica sono sparse nel mondo, nei continenti e negli oceani e persino negli stomachi di animali e pesci e, di conseguenza, anche in quelli degli uomini. Da simbolo della modernità, la plastica si è ormai trasformata in uno dei fattori più inquinanti e pericolosi per l'ecosistema del pianeta. Per questo è giunto il momento di dire "Plastica addio" come chiede il libro di Nicoli e Spadaro, una delle prime guide complete sull'argomento. Il volume non offre solo cifre e analisi sui danni irreversibili all'ambiente provocati dalla diffusione della plastica ma anche regole collettive e individuali per avviare una rivoluzione culturale per porre fine all'uso dissennato e autodistruttivo di questo materiale. Nonostante ormai ci sia una coscienza diffusa sui disastri causati dalla plastica, l'umanità continua infatti a produrne oltre 350 milioni di tonnellate all'anno, un valore in costante crescita. La plastica costituisce il terzo materiale umano più diffuso sulla Terra dopo l'acciaio e il cemento. I sacchetti di plastica sono il prodotto di consumo più usato al mondo. Il riciclo, per quanto indispensabile, non può essere considerato una soluzione: da quando esistono i materiali plastici meno del 10% è stato riciclato, il resto è sparso ad avvelenare il pianeta. La produzione di bio-plastiche è invece una strada importante, ad avviso di Nicoli e Spadaro, ma allo stato dell'arte costituisce ancora una soluzione solo parziale per correre ai ripari.
    Che fare allora? Le autrici del libro sono convinte che, per invertire la tendenza, ci sia un solo metodo, il più radicale: smettere di usare la plastica - in primis quella usa-e-getta - e soprattutto produrre meno plastica o non produrne affatto, in favore di altri materiali più sostenibili. Nicoli e Spadaro chiamano in causa non solo governi e organismi internazionali ma anche il comune lettore-cittadino, esortato a modificare il suo stile di vita, con tanti, piccoli accorgimenti. La seconda parte del libro è ricca di consigli utili per preparare una lista della spesa plastic free (a partire dai sacchetti), curare la casa e l'igiene personale, scegliere gli abiti, gestire l'ufficio senza rifiuti plastici. Se siete poi in viaggio portatevi dietro un bicchiere in silicone, magari retrattile come quelli (allora di plastica) in voga negli anni settanta. Lo potrete usare ogni volta che tenteranno di rifilarvi una bevanda in un contenitore di plastica. Anche una borraccia in alluminio può essere utile. Se questi oggetti vi sembrano all'antica, è diventato invece alla moda raccogliere l'immondizia, il cosidetto plogging, mentre si cammina e si corre. Non dimenticate di farlo diventare un'abitudine e, se avete un profilo Instagram, taggate le vostre foto su #2minutebeachclean #trashchallenge #trashtagchallenge #trahstag.
    Piccoli gesti per una cultura e un cervello senza plastica.
   

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