Sottile, dare voce a chi non ne ha

Destini che restano al buio nel romanzo Notte fonda

(ANSA) - MATERA, 30 GIU - SALVO SOTTILE, 'NOTTE FONDA' (Rai Libri, pag. 256, Euro 18,00).
    Essere un megafono per propagare il più possibile voci dimenticate, ma anche un orecchio, per continuare a prestare ascolto: è con questo spirito che Salvo Sottile si è avvicinato alle storie che compongono il suo "Notte fonda", romanzo pubblicato a giugno da Rai Libri e ispirato all'esperienza "notturna" maturata nella trasmissione Prima dell'alba, condotta su Rai3. Con una narrazione dal ritmo serrato, che accoglie e dà spazio senza giudicare le tante anime scelte come protagoniste, Sottile accende una luce su esistenze che restano al buio, su destini che meritano di essere raccontati: "Nel libro ho cercato di fare un passo indietro, per non esprimere giudizi: mi sono misurato con uno stile più cinematografico, cercando di creare sulla pagina le immagini in una sorta di esperimento per armonizzare una scrittura più ampia rispetto alla tv", spiega l'autore intervistato dall'ANSA a Matera, "la notte non è qualcosa di lontano, è una dimensione altra, una madre per tante persone che hanno bisogno di parlare: la luce del giorno ti spaventa se ti abitui a vivere di notte, se conosci i suoi rumori". Un mondo spesso mitizzato, quello notturno, in cui si incontrano personaggi felici e altri meno. "Quelli infelici lo sono perché non sono realizzati di giorno e allora di notte provano a essere qualcun altro", afferma, aggiungendo che la "notte è un bozzolo, un sarcofago, un luogo in cui alcune persone cercano una trasformazione che mai arriva". Nel libro sono tanti i temi che emergono, dalla difficoltà dell'integrazione alle attività di sostegno alle donne nei centri antiviolenza, dalla solitudine dei corridoi dei magazzini di Amazon in cui si è sempre al lavoro alla ormai storica serata dance romana "Muccassassina" fino alla ludopatia, con le sale bingo aperte h24. Giornalista, volto di Rai3, dove al mattino conduce anche Mi manda Rai3, e scrittore d'esperienza - Maqeda (Baldini Castoldi Dalai 2007), Più scuro di mezzanotte (Sperling Kupfer 2009) e Cruel (Mondadori 2015) - Sottile sente chiara su di sé la responsabilità di fare servizio pubblico "anche aiutando qualcuno a essere più libero. Ci sono tante persone che non hanno voce: le incontro in tv e ne ho scritto in questo libro", dice, "io voglio raccontare il mondo per come è, il più fedelmente possibile e in modo contemporaneo". Anche quando dismette i panni dello scrittore per indossare quelli del lettore, il giornalista è attratto dalla verità della realtà: "divoro romanzi, mi piace la letteratura sudamericana e la scrittura dalla struttura agile", racconta, "sono attratto dai mondi che non conosco bene". Mai pago sul lavoro, sempre ansioso di cimentarsi in cose nuove - "amo mettermi alla prova, perché tutto fa scuola" - Sottile si sente a casa a Rai3, "perché in questa nuova tv che stiamo facendo già da qualche anno c'è grande voglia di sperimentare. In ogni progetto in cui ho lavorato mi è sempre stata lasciata la massima libertà. Nessun direttore in Rai mi ha mai posto dei limiti, pur nel rispetto delle regole".(ANSA).
   

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