Alajmo, Palermo è una cipolla remix

Lo scrittore torna sulla sua città, svelandone l'anima e la luce

(ANSA) - ROMA - ROBERTO ALAJMO, PALERMO E' UNA CIPOLLA REMIX (Laterza, pp.166, 13€). Con lo stesso paio di labbra ti può baciare ma può anche morderti. E' sensuale ma a volte per niente bella, inebriante con profumi e sapori indimenticabili e anche ferocemente cattiva, generosa e malata di indolenza. Se ti delude, poi sa illuminarti di emozioni con la sua luce stupefacente. Roberto Alajmo torna a parlare della sua città, senza sentimentalismi di appartenenza, ma con uno sguardo appassionato e ironico, nel suo libro "Palermo è una cipolla remix", pubblicato da Laterza. Versione aggiornata della precedente fortunata edizione (uscita con lo stesso editore 14 anni fa), il libro rappresenta una guida del tutto singolare: non un qualcosa di meramente turistico (i monumenti sono segnalati, ma non sono certo il fulcro delle pagine di Alajmo), nessun itinerario preconfezionato, bensì un efficace strumento per carpire l'anima di Palermo e coglierne i tratti davvero distintivi. Del resto, spiega l'autore, per i palermitani accompagnare gli amici in visita è una sorta di "obbligo morale". E quindi, dopo aver tolto ciò che restava di obsoleto rispetto alla prima versione, Alajmo in questa rivisitazione assolve perfettamente il suo dovere di accompagnatore, mantenendo inalterati la vena ironica e lo stile brillante e offrendo al pubblico una lettura piacevolissima e accattivante.

Se c'è un'utilità nel libro, questa va ravvisata non solo nelle tantissime informazioni (sui luoghi, certo, ma molto sui palermitani e il loro modo di concepire la vita) fornite al lettore per iniziare a conoscere la vera Palermo, ma soprattutto nella capacità di Alajmo di creare curiosità. In questo senso non poteva esserci metafora più giusta della cipolla per indicare una città così complessa da dover essere sbucciata strato dopo strato: il consiglio è di non accontentarsi di un primo sguardo, ma anzi di andare a vedere più in profondità seguendo i propri interessi e soprattutto il proprio istinto. Dai luoghi comuni da sfatare (o no?) alle prelibatezze culinarie, dalla pedonalizzazione degli ultimi anni alle attività culturali (con la designazione di Palermo capitale della cultura e agli appuntamenti artistici di "Manifesta"), dalla coscienza antimafia e alle lunghe riflessioni sul sindaco Leoluca Orlando e l'ex presidente del Palermo Calcio Maurizio Zamparini, fino all'estremismo dei cittadini, inclini o a un grande ottimismo o a un profondo pessimismo: questo e molto altro anima le pagine di un libro che appare come un atto d'amore e d'accusa, una carezza e un rimprovero che l'autore fa alla sua città del cuore, per delinearne un ritratto sincero, sarcastico ma di certo non esaustivo. Perché Palermo ha una "natura irrequieta e irrisolta" e "perfetta non sarà mai.
 Nell'orditura delle sue trame ci sarà sempre un errore, nell'intonazione più calda si potrà riscontrare sempre almeno una sporcatura": ma chissà forse è proprio l'imperfezione a conquistare il cuore di chi visita questa "cipolla" dall'ineguagliabile sapore.(ANSA).
   

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