Timm, eugenetica per un mondo migliore

Ultimo romanzo dello scrittore tedesco parla di utopia e nazismo

 (ANSA) - ROMA, 22 FEB - UWE TIMM, UN MONDO MIGLIORE (SELLERIO, pp. 522 - 15,00 euro - Traduzione di Matteo Galli).
    Torna Uwe Timm, autore di un libro ''Come mio fratello'' in cui narrava della sua famiglia e del loro rapporto con la morte del fratello, più vecchio dello scrittore di 16 anni, che prese parte alla seconda guerra mondiale come membro delle SS, e oggi a 78 anni scrive sempre di quegli anni e di quella Germania, costruendo un romanzo sull'eugenetica e la razza nel III Reich, che in realtà è un romanzo sulle utopie positive cui allude il titolo e la loro degenerazione in tragiche realtà sociali, come è accaduto spesso nel Novecento, e poi sulla ''banalità del male'': i nazisti ''non sono mostri, ma persone normalissime. E finché vivranno avranno mille piccoli modi per spiegare come sono arrivati a questa disponibilità ad uccidere per dovere''.
    ''Un mondo migliore'' vede un giovane militare americano, Michael Hansen, che parla tedesco perché la sua famiglia è originaria dell'Alsazia, il quale, in una narrazione a capitoli alterni nella Germania degli ultimi giorni di guerra e i primi di pace, tra l'aprile e agosto 1945, scopre la realtà di un paese devastato e assieme svolge il proprio delicato incarico avuto dai servizi segreti di interrogare Karl Wagner, scienziato socialista e per questo chiuso a Dachau, da cui farsi raccontare tutto sul suo amico e collega di un tempo, il genetista Alfred Ploetz, una celebrità che sembrava vicina al Nobel, quando invece divenne teorico dell'eugenetica nazista e creatore del progetto ''igiene della razza'' su cui si fondarono le pratiche sadiche e vili di eutanasia di stato per l'eliminazione di tutti coloro che avessero qualche menomazione o tara: ''Occorre mettere in conto più di centomila persone uccise tra il '39 e il '41''.
    In 14 giornate di colloquio, più che interrogatorio, si scopre che, partendo da ''Viaggio in Icaria'' dell'utopista Etienne Cabet letto da studenti, Ploetz era divenuto da giovane ''uno strenuo sostenitore di un comunismo che occorreva raggiungere qui e ora''. Per questo con alcuni amici si recò in America dove Cabet aveva fondato una comunità icariana nello Iowa, restandone delusi e trovandola già scissa in due e composta di filistei gelosi e maldisposti verso gli altri. Dopo tale esperienza via via Ploetz passerà dalle convinzioni sul superamento delle differenze sociali a quelle biologiche: ''ci deve essere una rivoluzione biologica che vada ad integrare quella sociale'', dando inizio a quel processo ideologico che porterà in ultima analisi alla ''soluzione finale''. E Wagner, con digressioni, attenzione ai lati umani e alla Greca, come veniva chiamata la moglie di Ploetz, interventi sulla situazione generale, conclude affermando che ''no, questa non è scienza, sono fumisterie con effetto letale'', e chiedendo con ironia se i fautori della pura razza germanica ariana ''sarebbero questi grassoni dai piedi piatti? Era questa l'annunciazione del Superuomo? Himmler con quel viso da ragioniere?'', mentre racconta la trasformazione di quest'uomo e il prevalere delle sue nuove, devastanti idee e ricerche.
    Il romanzo trae la propria forza non solo dalla trascrizione dei lunghi racconti di Wagner, che hanno un loro forte interesse che sarà bene non dimenticare (''l'eugenetica interessò inizialmente anche i socialisti - annota con puntiglio Trimm - perché sembrava porre un interrogativo su come creare una forma di uguaglianza che riguardasse ogni aspetto dell'umanità, non solo quello sociale. E già prima dei nazisti, la sterilizzazione forzata di alcuni cittadini fu praticata in Danimarca come negli Stati Uniti negli anni Venti. E ancora nel dopoguerra fu praticata nella Svezia governata dai socialdemocratici''), ma costruisce un bell'intreccio con l'alternarsi di questi col viaggio e il vivere di Hansen nella Germania distrutta, le sue notazioni e pagine di diario su uomini e luoghi, il suo incontro d'amore con Sarah, a contrasto con la vita del suo commilitone George che, appena può, si dedica al birdwatching nella pace dei meravigliosi laghi e boschi tedeschi. (ANSA).
   

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