Dolore minimo, poesia per rinascere

Giovanna Cristina Vivinetto racconta in versi la difficile conquista di se stessa

   GIOVANNA CRISTINA VIVINETTO, DOLORE MINIMO (Interlinea, pp.148, 12 Euro. Presentazione di Dacia Maraini con una nota di Alessandro Fo). "Capimmo così che se la prima nascita era tutta casualità, biologia, incertezza - l'altra, questa, fu scelta, fu attesa, fu penitenza: fu esporsi al mondo per abolirlo, pazientemente riabitarlo". Ci si perde nella delicata profondità dei versi di "Dolore minimo" (Interlinea), raccolta poetica in cui Giovanna Cristina Vivinetto racconta la condizione transessuale e la faticosa conquista di una nuova identità. Siciliana, classe 1994, l'autrice a 19 anni ha iniziato il difficile ma agognato percorso del cambio di sesso, al termine di una ricerca della propria identità durata tutta la vita. Dopo i dubbi, le sofferenze, le contraddizioni di quel suo continuo sentirsi scissa, sempre doppia o parziale, Vivinetto con coraggio ha scelto di dare la vita alla vera se stessa. "Crebbi con una dicotomia nelle ossa nel perenne adattamento all'una o all'altra identità. Solo dieci anni dopo compresi che esattamente nel mezzo - indefinita, sfumata, disforica - c'ero proprio io", scrive. La sua accettazione è stata un atto di nascita liberatorio e doloroso, che in questo libro viene esplicitato nella forma poetica con potenti e suggestive immagini in modo incredibilmente maturo oltre che emozionante. Dall'infanzia alle relazioni familiari, dagli amori alla transizione fino al "diventare madre" ma anche figlia di quella parte femminile sempre nascosta e poi sbocciata come un fiore delicato e prepotente al tempo stesso, Vivinetto rivolge a se stessa i versi di questo diario poetico. E' un dialogo intimo, in cui emerge la tenerezza, accanto alla voglia di prendersi cura della nuova creatura venuta al mondo. E mentre dice addio a Giovanni, il bambino e l'adolescente in catene che un tempo era stata, l'autrice si apre alla vita, con un rinnovato slancio d'amore verso di sé. Parlandosi con verità, raccontando la vergogna e l'inadeguatezza senza più nascondersi, mostrando le sue ombre, i passi falsi e le fragilità, rivela una storia privata ma che molto può parlare anche agli altri. Tutte le tappe del suo percorso sono prima indagate con sguardo attento e premuroso, poi esposte con chiarezza, sebbene sublimate dalla lingua poetica. Offrendo il suo stesso travaglio interiore, Vivinetto invita il lettore a perdersi tra le parole per ritrovare brandelli della propria vita. Perché in fondo dalla questione dell'identità, con le sue insidie spinose e i suoi approdi finalmente liberi da invisibili catene, nessuno di noi può mai scappare del tutto: è qualcosa che punge nel vivo e che obbliga a interrogarsi sulle proprie paure.
   

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