Con Chen He alla scoperta dei cinesi

'A modo nostro', romanzo avvincente e racconto documentario

(di Paolo Petroni) (ANSA) - ROMA, 17 GEN - CHEN HE, ''A MODO NOSTRO'' (SELLERIO, pp. 348 - 16,00 euro - Traduzione di Paolo Magagnin) Diciamo subito che questo romanzo dalla scrittura chiara, diretta, e lo sguardo cinico e impietoso, ha un suo doppio fascino e valore, quello di un racconto coinvolgente con risvolti noir, ben costruito e capace anche di momenti emotivi e lirici, e quello di una storia che ci sorprende e incuriosisce raccontandoci la Cina e i cinesi di oggi senza infingimenti e edulcorazioni. Così, se il titolo originale era 'Rosso, bianco, nero', quello scelto da Sellerio per la traduzione italiana è invece 'A modo nostro', a sottolineare che Chen He ci mostra come vedono il mondo, il mondo occidentale in particolare, i cinesi, quei tanti che sono venuti a vivere nelle nostre città, in maggioranza provenienti dal sud della Cina, da dove arriva anche il protagonista, un autista trasportatore di Wenzhou, e i tantissimi che si stanno spostando per turismo e che sarà bene capire, per sapere come informarli e accoglierli, visto che troveranno il caffè denso come una salsa di soja o banalmente chiederanno come mai non vengano ricostruiti i fori romani lasciati in rovina o i templi greci. Ecco allora un grande paese con una grande tradizione e una storia recente difficile (e basti pensare alla Rivoluzione culturale) che viene oggi modificato velocemente in profondità da idee e modelli di vita occidentali mentre si tenta di far convivere alcuni principi comunisti con l'economia liberale, tanto che il consumismo e lo spirito capitalista contaminano azioni e persone il cui unico obiettivo è far soldi e anche gli esseri umani diventano solo merce. Non a caso Xie Quing, che vola all'improvviso a Parigi dove la sua ex moglie Yang Hong, figlia di un personaggio di rilievo della rivoluzione e del partito, è morta in un incidente dalle circostanze misteriose, cambia rapidamente la propria vita grazie anche all'incontro con Quimei, ex prostituta in Cina e diventata in Francia donna di potere che gestisce un traffico di migranti dal suo paese, usando ristoranti come copertura e strumento di riciclaggio.
    Siamo a cavallo del passaggio verso gli anni Duemila e le trasformazioni, della città di Wenzhou come dei suoi poveri abitanti e dei protagonisti di questa storia, è cosa sostanziale in cui la malavita organizzata si fa ampio spazio e investe i guadagni fatti all'estero.
    Abbiamo da una parte la Cina d'oggi in veloce crescita economica, i cinesi che in queste pagine non finiranno di sorprenderci con le loro reazioni e azioni, e dall'altra l'Europa in crisi economica e il Mediterraneo, dall'Albania, amata e legata alla Cina, all'Italia, la Grecia, le coste africane, con passaggi illegali di confini e in mezzo il mare, i gommoni, gli annegamenti. Abbiamo la storia e l'ascesa di Xie Quing precipitato dal suo tran tran provinciale in una girandola di avvenimenti in un mondo tutto nuovo e quella, svoltasi tutta in precedenza all'interno della forte comunità cinese che vive sulla Senna, di sua moglie, la quale, nel momento di annegare finendo in auto in un fiume, chiama al telefono un uomo sconosciuto ma che scopriremo, quando la sua vita si intreccerà con quella del nostro protagonista, quanto a lei fosse strettamente legato. Una lettura davvero significativa e un bel, grande romanzo che resterà un punto di riferimento e ci conquista andando fino in fondo alle cose, anche quelle che possono apparirci paradossali ma che, appunto, sono invece gli esiti di una cultura e storie molto diverse dalle nostre, anche nel momento in cui, tra gioie e dolori, vita quotidiana e imprese avventurose, cercano di più di imitarle, di mimetizzarsi, senza mai perdere, per esempio, un'antico sguardo intenso e poetico sulla natura anche accanto a una contemporanea visione criminale della vita. (ANSA).
   

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