Nella setta, Viaggio nell'incubo

Inchiesta Piccinni-Gazzanni, sono 4 milioni italiani vittime

(ANSA) - ROMA, 28 DIC - FLAVIA PICCINNI e CARMINE GAZZANNI, ''NELLA SETTA'' (Fandango, pp.368 - euro 18,50). Quattro milioni di italiani. Un numero incredibile a pensarci. Eppure sono tanti coloro che nel nostro paese ogni mattina si alzano con un segreto: sono membri di un'organizzazione settaria. Può essere l'edicolante all'angolo, il vicino di casa, la ragazza che prepara il cappuccino al bar. ''Tutti, poco importa che la loro decisione sia condivisa con il mondo o tenuta nascosta a famiglie e amici, si sentono iniziati, missionari confusi nella folla, miracolati. Almeno fino a un certo momento''.
    Parte da qui il viaggio di Flavia Piccinni (già autrice di Bellissime, Premio Croce miglior saggio 2018, Premio Enea per la saggistica 2018 e Premio Essere Donna 2018) e del giornalista Carmine Gazzanni per ''Nella setta'', inchiesta sull'occulto italiano e quel sottile confine che divide l'adesione a un culto e la manipolazione mentale, in libreria per Fandango (pp.368 - euro 18,50). Un mondo costruito sulla pelle di chi vive un momento di difficoltà e che i due hanno attraversato fingendosi aspiranti adepti, incontrando ex membri ed esperti, ricostruendo gangli politici ed economici che rendono queste organizzazioni così potenti e aggressive. Si va da ''celebri'' realtà internazionali come Scientology, la comunità fondata da Ron Hubbard che conta divi di Hollywood come Tom Cruise o John Travolta e che in Italia ha la sua cattedrale in cemento e vetri alla periferia di Milano. A comunità fisiche come Damanhur, città stato nei boschi piemontesi, con proprio credo, moneta, lingua e usanze (come il matrimonio a tempo). Costruita intorno al culto di Horus e del suo capo Oberto Airaudi alias Falco, è assurta alla cronaca per il Tempio dell'Umanità, il più grande ipogeo al mondo, scavato nella roccia della montagna. E poi ancora, i centri UPM di Mario Piranesi (Un Punto Macrobiotico), nel mirino di una delle più sconvolgenti inchieste giudiziarie che hanno mostrato all'Italia abusi economici e psicologici, corpi martoriati da diete estenuanti, persone ridotte sul lastrico. Per non parlare dei bambini inspiegabilmente dati in affido al Forteto, comunità fondata da Rodolfo Fiesoli, Il profeta, nel Mugello, che ancora oggi non trovano giustizia.
    L'indagine ripercorre le vie del denaro dei Testimoni di Geova o della Soka Gakkai, dal 2016 riconosciuta come regione dal Governo italiano (con diritto, quindi, all'8 per Mille). Fino all'Archeosofia dell'''esoterista eclettico'' Tommaso Palamidessi, i cui ''rituali sono pressocchè copiati da quelli della massoneria: si viene legati, incappucciati e spintonati in un tempio''. Più un intero capitolo dedicato a organizzazioni settarie mai venute fuori (le cosiddette sette di provincia).
    Ne emerge un quadro sconvolgente e inaspettato, tra tecniche di love bombing, dossieraggi, continue richieste di denaro, prove che minano il corpo e maratone di disistima e alienazione. In cui la donna è quasi sempre meno di un oggetto.
    ''Un'Italia che esiste ma non si vede'', dicono gli autori, cui la politica in cerca di consensi ha spesso, più o meno consapevolmente, strizzato l'occhio. Senza contare i 155 mila maghi, cartomanti, astrologi, veggenti (dati Codacons 2016), cui si rivolgono altri 13 milioni di italiani per un business da 8 miliardi di euro (il caso più eclatante, Wanna Marchi e il mago Do Nascimento). Dati e storie, che dovrebbero far riflettere.
    Sui perché. Ma soprattutto sul ''come'': come aiutare queste persone a liberarsi dall'incubo. La squadra antisette della Polizia Firenze, si racconta nel libro, così come la magistratura hanno spesso le mani legate, perché in Italia una legge sulla manipolazione mentale in grado di inquadrare gli abusi non esiste. L'unico procedimento per plagio risale al controverso caso Braibanti del '64. E intanto il numero delle vittime delle sette cresce.
    ''Questo libro è anche e soprattutto - concludono gli autori - per le tante persone che abbiamo incontrato. Per tutte le donne e gli uomini che non hanno voluto parlare. Per tutti quelli che nascondono il trauma subito e cercano di dimenticare. Ora per timore delle ripercussioni, ora per vergogna. Ecco: la vergogna non è la loro''.
   

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