Forgione e la precarietà esistenziale

Nel romanzo d'esordio Napoli mon amour

(ANSA) - ROMA, 20 NOV - ALESSIO FORGIONE, NAPOLI MON AMOUR (NN Editore, PP 223, EURO 16). E' in balia degli eventi ma alla ricerca di se stesso, Amoresano, il protagonista del romanzo d'esordio di Alessio Forgione, 'Napoli mon amour', in libreria per NN Editore. "Questa cosa che hai paura del futuro devi dirla ad alta voce": Forgione è partito proprio da qui, seguendo i consigli di Raffaele La Capria, il suo mito letterario, e le suggestioni del suo amato libro 'Ferito a morte', per raccontare la totale precarietà esistenziale di un trentenne napoletano che dopo due lauree, un lavoro sulle navi, non ha ancora trovato un posto nel mondo.
    Una storia di formazione con elementi autobiografici, con una lingua incalzante, che "non mi aspettavo avrei finito, che venisse pubblicata e che restasse in libreria. Sono stato superfortunato. L'editore NN era, tra l'altro, la mia prima scelta" racconta all'ANSA Forgione che ora vive a Londra, dove è supervisor in due pub in centro, ma è cresciuto tra Bagnoli e Soccavo, nella periferia di Napoli, grigia come l'asfalto, di cui restituisce l'atmosfera tetra nel libro.
    "Esistono tante Napoli a seconda del quartiere in cui si vive.
    Quella dove ho vissuto io è composta di sfumature di grigio come diceva Ermanno Rea. Esistono tante città nella città in cui viviamo e in parte le facciamo anche noi" spiega lo scrittore che è un lettore bulimico, come il suo Amoresano. E aggiunge: "scrivere è sempre stata la mia ambizione, ma mi vergognavo un po', avevo quasi un senso di colpa. A dirmi 'provaci' è stata la rilettura di 'Ferito a morte'". E l'episodio del libro in cui racconta l'incontro con La Capria, "è realmente accaduto" dice. "Dopo la seconda laurea (scienze politiche e sociologia) ho cercato lavoro ma non trovavo nulla. Così, invece di deprimermi ho iniziato a scrivere. Vivevo la mia condizione come una cosa privata. Attorno a me avevo tante persone che pur di fare qualcosa si accontentavano e altre che invece si lasciavano andare. Una situazione stagnante che non pensavo fosse tanto estesa. Me ne sono reso conto dopo l'uscita del libro. Mi hanno scritto tante persone" racconta lo scrittore. Forgione non se ne è andato dal suo Paese sbattendo la porta, dicendo 'vi odio tutti' e un giorno vorrebbe tornare ma "bisogna farlo al momento giusto. Ho sempre cercato - spiega - di fare qualcosa che espanda non che riduca la mia personalità. Lavorare a Londra mi lascia del tempo per scrivere". E del reddito di cittadinanza dice: "esiste in diverse forme in tutto il mondo.
    Una proposta può essere tanto giusta quanto sbagliata.
    L'importante è che ci sia dibattito pubblico. Insieme si può arrivare a un buon risultato, ma in Italia ognuno tira la corda dalla propria parte e così non si fa l'interesse della nazione".
    La precarietà di Amoresano (nome preso dal cognome di un suo coinquilino) si estende anche all'amore, alla storia con Nina che "è stata bella finchè è durata". "E' difficile programmare una relazione se vivi alla giornata. Ti svegli la mattina e non sai cosa succederà fino a tarda sera" afferma l'autore di 'Napoli mon amour'. "Alcune cose del romanzo sono accadute davvero. Non ho avuto proposte per un film ma sarebbe divertente vederlo realizzato. Mi piace il cinema e chissà chi sceglierebbero nel ruolo di Amoresano. Per questioni anagrafiche non è possibile, ma io vorrei Toni Servillo tutta la vita" rivela Forgione che di un nuovo libro dice: "sarà molto diverso da questo, ma sempre a Napoli. Al momento non riesco ad andare oltre questa città". E tra gli autori preferiti, che "cambiano ogni due anni", cita Faulkner, Proust, Celine, Hemingway, Fitzgerald e Buzzati. (ANSA).
   

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