Come Khomeini cambiò il mondo

Vita pubblica e segreti privati, biografia a 30 anni dalla morte

(ANSA) - ROMA, 14 NOV - ALBERTO ZANCONATO, 'KHOMEINI, IL RIVOLUZIONARIO DI DIO' (Castelvecchi editore, pp. 288, 22 euro).
    Mentre l'embargo imposto da Donald Trump all'Iran porta a livelli di guardia le tensioni nel Golfo Persico, un libro in uscita in questi giorni ci riporta alle radici dell'ostilità tra la Repubblica Islamica e Washington: la rivoluzione del 1979 a Teheran e la presa degli ostaggi nell'ambasciata americana. La biografia scritta da Alberto Zanconato - 'Khomeini, il rivoluzionario di Dio' (Castelvecchi editore, in libreria dal 15 novembre) - ripercorre l'intera vita e l'azione politica dell'ayatollah Rouhollah Khomeini, che di quegli eventi fu il protagonista arrivando a cambiare il corso della Storia contemporanea: è sotto la sua guida, infatti, che l'Islam prende il posto dei movimenti laici e marxisti come forza antimperialista in tutto il Medio Oriente, lanciando una sfida aperta al mondo capitalista occidentale come a quello comunista.
    "La religione che di fronte alle superpotenze ha reso l'Iran saldo come una roccia è forse l'oppio della società?", chiede Khomeini in un messaggio inviato pochi mesi prima di morire al leader sovietico Mikhail Gorbaciov.
    A quarant'anni dalla rivoluzione e a trenta dalla morte di Khomeini, il libro di Zanconato, giornalista dell'ANSA per 13 anni corrispondente dall'Iran, mette in luce i tanti aspetti, le contraddizioni e la complessità umana - nella vita pubblica come in quella privata - di un leader troppo a lungo mitizzato, in senso negativo o positivo. Ne emerge un mullah che attacca il clero ortodosso accusandolo di "pensare solo a pregare"; un mistico che dà prova di un'astuzia politica spinta fino al cinismo; un marito e padre di famiglia amorevole che invita le madri a consegnare i figli oppositori per farli giustiziare; un raffinato estimatore della poesia classica persiana che impone le fustigazioni e le amputazioni previste dalla shari'a.
    Frutto di un lungo lavoro di ricerca, il libro è arricchito da testimonianze dirette con interviste a protagonisti di quei giorni schierati su fronti opposti: dalla figlia di un ex capo della Savak, la polizia segreta dello Shah, fucilato subito dopo la rivoluzione, all'uomo che fu inviato dal nuovo regime islamico a Parigi per uccidere Shapour Bakhtiar, l'ultimo premier dell'epoca monarchica.
    'Khomeini, il rivoluzionario di Dio' rappresenta quindi un'occasione per conoscere al di là degli stereotipi uno dei grandi protagonisti del Novecento, figura eroica e quasi soprannaturale per i suoi seguaci, incarnazione del Male per i nemici. 

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