Haenel, il mio romanzo anarchico tra Melville e Cimino

In Italia con Tieni ferma la tua corona, spunta anche la Huppert

(ANSA) - ROMA, 8 NOV - YANNICK HAENEL, TIENI FERMA LA TUA CORONA (NERI POZZA, PP 267, EURO 18). Un apologo "garbatamente politico sulla solitudine", uno sberleffo alla società, una storia poetica, commovente di un perdente, con una vena anarchica e un grande amore per la letteratura. E' un romanzo unico, raro, diverso, 'Tieni ferma la tua corona' dello scrittore francese Yannick Haenel, vincitore del Prix Medicis 2017, pubblicato in Italia da Neri Pozza nella traduzione di Giovanni Bogliolo. Ma che ci fanno insieme in un romanzo Herman Melville, Michael Cimino, Isabelle Huppert e Jean Deichel, il protagonista alter ego di Haenel, autore di una lunga sceneggiatura che vuole riscattare l'autore di Moby Dick e dove non mancano riferimenti ad Apocalypse Now di Francis Ford Coppola? "Attraverso Melville e Cimino mi interessava indagare le fondamenta menzognere dell'America, la faccia scura. Melville ci parla degli ammutinamenti e Cimino ci racconta i massacri di immigrati. Per me è stata una via indiretta di parlare di politica" dice all'ANSA Haenel nell'incontro nel magnifico scenario della stanza di Debussy a Villa Medici a Roma. "La voce narrante del libro è uno che io potrei essere.
    Oppure sono io, ma in peggio. O sono io, ma in meglio. Jean beve molto più di me, a livello di alcol mi batte. E' molto più libero di me e forse ha un senso poetico più sviluppato del mio.
    Ma comunque, indipendentemente dal fatto che questa sia o meno la mia autobiografia segreta, quello che mi interessava molto è questa idea di inserire delle persone reali in una trama romanzesca, perché significa in qualche maniera abbattere certi paletti, certe pareti divisorie. Ho voluto un po' mischiare le carte" spiega. E il libro, scritto con uno stile un po' free jazz, potrebbe presto diventare un film: "Louis-Do de Lencquesaing sta lavorando all'adattamento. Vorrebbe girarlo con Isabelle Huppert nella parte della Huppert e nel ruolo di Cimino vorrebbe Christopher Walken. Lo lascio libero di fare quello che vuole" annuncia lo scrittore.
    Deichel, ubriacone che si scola bottiglie di vodka fino all'ultima goccia, è l'autore di una corposa sceneggiatura sulla vita di Herman Melville che colleziona rifiuti dai produttori.
    Finché non capisce che solo il suo idolo Michael Cimino, il grande autore e regista de 'Il cacciatore', può apprezzare la sua opera e, dopo una assurda telefonata alle tre di notte con il regista, vola a New York per incontrarlo. Tra la vita di Cimino e il grande Melville (The Great Melville si chiama la sceneggiatura) ci sono molte somiglianze a partire dalla frase cruciale del libro: "In questo mondo di bugie la verità è costretta a fuggire nei boschi come un daino bianco spaurito".
    La sensazione nel libro è "simile a quella che si ha quando ci si sveglia dopo aver fatto bisboccia la notte prima. Sei fuori dal reale però sei nella vita reale". E' quello che accade quando nel romanzo arriva Isabelle Huppert: "Puoi anche facilmente pensare che il tizio che la vede abbia bevuto la notte prima e abbia le allucinazioni" spiega lo scrittore, 50 anni, che vive a Parigi e ha una moglie italiana. "Gallimard mi ha consigliato di scrivere alla Huppert per il timore di noie giudiziarie legate alla privacy. Le ho inviato una lettera scritta alla maniera sfacciata della voce narrante del mio libro, in cui dicevo: 'Ho il piacere di comunicarle che lei è diventata un personaggio letterario'. Dopo la pubblicazione ci siamo incontrati e la Huppert mi ha riempito di gioia dicendo anche che Cimino avrebbe molto amato questo libro" racconta.
    'Tieni ferma la tua corona' è ambientato "nel comprensorio dove abito a Parigi, compresa la custode. E il caffè è quello dove io vado a scrivere tutte le mattine. E' come prendere una serie di dettagli di peso dalla realtà e cucinarli in modo allucinatorio" racconta Haenel. Come fanno i bambini quando raccontano storie: "Prendono spunto dalle cose che li circondano, però le rendono appassionanti, quasi eroiche. Ed è così che Jean, un alcolizzato abbastanza ridicolo, può diventare un paladino della poesia" spiega. Storia di un uomo che preferisce la sua vita di fallito alla società, questo romanzo è in fondo una riflessione sull'insopportabile. "Come è possibile sopportare la vita e quello che sono diventate le capitali del nostro Occidente dove il potere politico si è chiaramente alleato con l'ingiustizia o con ciò che ci limita la vita?", sottolinea lo scrittore per il quale Moby Dick è "il libro dei libri" e che ora sta lavorando a un saggio poetico su Caravaggio. (ANSA).
   

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