Gli Arrabbiati, basta con l'Ue

Sommella racconta cittadini stanchi, preda di odio e fake news

 (ANSA) - ROMA, 22 OTT - ROBERTO SOMMELLA, GLI ARRABBIATI. LA PRIMA GUERRA DI SECESSIONE EUROPEA (La Nuova Europa, pp.140, 10 Euro). Una volta erano "un segno su un portone, una scritta su un negozio, una chiesa bruciata" a svelare il serpeggiare dell'intolleranza e della violenza. Oggi invece ci pensano gli haters da tastiera su Twitter e su Facebook e la massiccia circolazione di fake news: manifestazioni chiare della rabbia di tanti cittadini delusi da un'Europa fragile, alimentate da un inarrestabile processo di "decostruzione del sapere" che mira a diffondere disinformazione. A parlare di "ignoranza artificiale" come uno dei più seri pericoli della contemporaneità è Roberto Sommella che nel saggio "Gli arrabbiati" (La Nuova Europa) cerca di spiegare al lettore cosa stia accadendo in un Vecchio Continente malconcio, in preda alla paura del domani.
    Dall'insoddisfazione cronica al nazionalismo, dalla voglia di abbandonare l'euro per tornare alle vecchie monete al desiderio di respingere non solo il 'diverso' ma anche ogni iniziativa che venga imposta da Bruxelles: in tanti Paesi europei è questa l'aria che tira. Sono milioni secondo Sommella i cittadini infuriati, che letteralmente non ne possono più e che vorrebbero lasciare l'Unione: persone insoddisfatte, tradite da un'Europa a due velocità, che non è stata equa favorendo nella crescita alcuni e facendo impoverire altri; cittadini vessati dalla globalizzazione accomunati da un senso di impotenza che fa montare la loro rabbia; studenti, impiegati, pensionati, disoccupati, uomini e donne che si sentono derubati del proprio presente, figuriamoci del futuro. E' su di loro che i nazionalismi di Salvini, Le Pen e Orban fanno presa, ma anche la disinformazione. Nel libro vengono esaminate le differenze economiche tra i Paesi membri, cercando di spiegare i motivi che ci hanno portato fino a qui. Con un occhio specifico rivolto ovviamente all'Italia, piegata da burocrazia, disuguaglianze e povertà. Ciò che accade da noi, quella rabbia cieca che si sente in giro, è comune a tante altre nazioni europee: è una sorta di malattia diffusa, che fa anelare all'autoritarismo, all'isolamento dagli altri e al nazionalismo. Per l'autore però stiamo assistendo a un fenomeno mai visto: "la rabbia incontrollata contro i diversi, l'Europa, le istituzioni e tutto ciò che c'è di democratico non ha però le origini degli Enragés della rivoluzione francese né può ricordare i moti studenteschi del '68 di Praga, Budapest, Varsavia, Belgrado", scrive il giornalista, "È qualcosa di nuovo, un'assurdità che si compie spesso in rete, migliaia di volte al giorno, in tv e a colpi di click, senza alcun contraddittorio con la Storia, con il grottesco esito di ribaltare i rapporti tra i vari paesi dell'Unione e gli stessi cittadini". Ecco perché bisogna intervenire, perché questa rabbia sorda non dilaghi a macchia d'olio travolgendo tutto, comprese le istituzioni democratiche. Serve contrastare l'idea che conoscere la Storia non serva, che sia inutile leggere libri e giornali, che ognuno possa diffondere la sua verità distorcendo i fatti semplicemente perché l'ha scritto sul web: puntare quindi su informazione corretta e partecipazione come veicolo di sviluppo. Ma soprattutto è necessario ripartire con coscienza e serietà dai giovani, che da arrabbiati dovranno trasformarsi in europei di domani, costruendo quella cittadinanza europea che è "l'architrave mancante dell'integrazione comunitaria". "Occorre aggiungere quell'idea di tutela dei diritti fondamentali, cuore dei valori comunitari, anche nei luoghi del sapere, della formazione, da troppo tempo dimenticati e lasciati a sé stessi da istituzioni distratte", scrive Sommella, "La cittadinanza è la base di qualsiasi società. Lo sappiamo da sempre. Ma non lo applichiamo mai".(ANSA).
   

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA
TI POTREBBERO INTERESSARE ANCHE:

Video ANSA